Le assurde giravolte sul Covid di Bocelli (che ora si lamenta del lockdown nella sua mega-villa)

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 27 Lug. 2020 alle 20:13 Aggiornato il 27 Lug. 2020 alle 22:00
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Immagine di copertina
Un'immagine del concerto di Andrea Bocelli al Duomo di Milano a Pasqua 2020. Credit: ANSA/YOUTUBE

Non so bene cosa sia venuto in mente, ad Andrea Bocelli, di dire quello che ha detto sul Covid. E di dirlo dove lo ha detto, in compagnia di Salvini e Sgarbi, in un incontro tra negazionisti e no mask, balbettando un discorso che suona come il suicidio mediatico più clamoroso della storia. “Mi sono sentito umiliato e offeso perché non potevo uscire da casa”, “Conosco un sacco di gente, ma non conosco nessuno che sia finito in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?”, “Ho violato le restrizioni uscendo lo stesso, perché ho una certa età e ho bisogno del sole e di vitamina D”, ha detto.

Ed è fin troppo facile ricordargli un po’ di cosette sparse: la prima è che essendosi ammalato lui stesso, aveva colto l’occasione per comunicarlo al mondo una volta guarito, aggiungendo la postilla che avrebbe donato il sangue per lo studio sulla cura del Covid. Cosa che poi ha fatto rigorosamente a favore di telecamera. Insomma, le famose opere buone comunicate a stampa e pubblico.

Poi, con la sua fondazione ABFoundation aveva dato vita a una serie di dirette Instagram con Chiara Ferragni e Fedez per raccogliere fondi destinati all’ospedale di Camerino. Raccoglieva fondi con gli influencer più influencer del paese per una malattia immaginaria o innocua? Bizzarro. Il 23 marzo comunicava di aver comprato con la sua fondazione tre ventilatori per l’ospedale suddetto, pubblicando la foto del personale dell’ospedale con i cartelli “Grazie!”.

Non sono mancate anche le SUE dirette tv per pubblicizzare la generosità in tempo di Covid della sua fondazione. Il 10 aprile, per esempio, era a Storie Italiane, con Eleonora Daniele. Poteva usare la visibilità per denunciare le privazioni delle libertà individuale o per negare che fosse una malattia mortale, ma a quanto pare non ci ha pensato.

C’è poi da dire che siamo davvero tutti addolorati per le restrizioni al limite del sequestro di persona che ha dovuto subire durante il lockdown. Immagino che la quarantena nella sua villa di Forte dei Marmi a tre piani e dieci camere da letto, piscina, giardino e vista mare sia stata un inferno. Ed immagino che quando gli è stato proposto di cantare da solo, nel Duomo di Milano, a Pasqua, in mondovisione sul suo canale Youtube, non si sia sentito così offeso e limitato delle sue libertà. Eppure, per protesta, avrebbe potuto dire a Beppe Sala: “O mi fai cantare con la chiesa piena o chiami Gigi D’Alessio”, ma non l’ha fatto.

Infine, riguardo l’ultima frase, forse la vera perla, e cioè “non conosco nessuno che sia morto di Coronavirus”, ci sarebbe da ricordare a Bocelli che non c’è bisogno di conoscere un cieco per credere alla cecità altrui, ma forse infierire è solo una gran perdita di tempo: Bocelli è guarito velocemente dal Coronavirus, ma da questo inciampo mediatico mi sa che uscirà con le ossa rotte.

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