Alarm Phone: “Barcone con 40 persone a bordo in difficoltà nel Mediterraneo”

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 23 Giu. 2019 alle 09:00 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:34
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Immagine di copertina

Alarm Phone barcone in difficoltà –Il sistema di allerta Alarm Phone ha comunicato tramite il suo profilo Twitter che una barca con 40 persone a bordo “in preda al panico” è in attesa di soccorso nel mar Mediterraneo.

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“Circa due ore fa siamo stati chiamati da una barca in pericolo nella zona SAR maltese. La barca era partita dalla Libia più di 23 ore fa e trasportava circa 40 persone. Abbiamo avvisato le autorità maltesi poco dopo, alle 22.33. Rimaniamo in contatto diretto con la barca”.

“All’1:07 Malta ci ha inviato un’email di conferma che invierà una risorsa per salvare le persone in difficoltà”, si legge sul tweet di Alarm Phone.

“La barca è ancora in movimento, ma la gente è stanca ed esausta. Chiedono ripetutamente aiuto e quando arriverà qualcuno a salvarli”.

“Dov’è il salvataggio?”, chiede Alarm Phone alle 6 della mattina. “Barca ancora in mare e persone in preda al panico. Dicono che alcuni sono vicini alla morte – hanno bisogno di cure mediche immediate! La situazione è urgente ma Malta non ci sta informando sulle procedure #SAR. Sono stati informati di questo disagio nella zona della SAR maltese oltre 6 ore fa!”.

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Il caso Sea Watch

Intanto la nave della Sea Watch 3 continua ad essere bloccata al largo delle coste di Lampedusa in attesa di un porto sicuro in cui sbarcare i migranti soccorsi 11 giorni fa.

Fin dall’inizio il Ministro degli Interni Matteo Salvini aveva deferito la nave ad entrare in acque italiane e nei giorni scorsi il leader della Lega ha scritto al premier Giuseppe Conte per ribadire la politica dei “porti chiusi” e chiedere che siano i Paesi Bassi a farsi carico della Sea Watch, visto che la nave batte bandiera olandese.

Nella lettera Salvini sostiene che la Ong ha tenuto una “condotta la cui gravità è resa palese dalla ferrea volontà” di far rotta verso l’Italia dopo aver rifiutato “il Pos (place of safety, porto sicuro, ndr) offerto dalle competenti autorità libiche”.

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