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Cancro al seno, ok dell’Aifa al farmaco che permette di evitare la chemioterapia

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 29 Gen. 2020 alle 08:12 Aggiornato il 29 Gen. 2020 alle 08:24
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Cancro al seno, ok dell’Aifa al farmaco che permette di evitare la chemioterapia

C’è un farmaco che può sostituire la chemioterapia per il trattamento del tumore metastatico al seno. E sarà presto disponibile anche in Italia: si tratta dell’Abemaciclib, un prodotto creato da Lilly che consiste, in sostanza, in un inibitore selettivo delle chinasi ciclina-dipendenti che, se assunto in terapia congiuntamente ad un altro farmaco ormonale, il fulvestrant, può riuscire a garantire una migliore aspettativa di vita alle pazienti affette da questo male.

L’Abemaciclib, di cui l’Aifa ha recentemente approvato la rimborsabilità (già pubblicata in Gazzetta ufficiale), permetterebbe dunque di allungare la speranza di vita da una media di 47,7 mesi contro i 37,3 mesi per quanto riguarda trattamenti effettuati solo con il fulvestrant. È, naturalmente, un’ottima notizia per le 10mila donne che purtroppo, ogni anno, vengono colpite da carcinoma mammario avanzato positivo ai recettori ormonali e negativo a quello del fattore umano di crescita epidermico di tipo 2.

Questa tipologia di cancro – relativamente ai casi di pazienti in uno stadio avanzato – è d’altronde la più frequente e, ad oggi, è possibile per i medici attraverso questo nuovo farmaco offrire una speranza in più a tantissime donne. “Questo farmaco è un inibitore selettivo molto efficace in grado di prolungare il controllo della malattia nelle pazienti con tumore al seno sensibile agli ormoni”, ha spiegato Francesco Conte, professore di oncologia medica 2 all’Istituto oncologico veneto. E, anche se occorre non dimenticare che “quando ricevono una diagnosi di carcinoma mammario avanzato, le pazienti apprendono anche che la loro malattia, per quanto possa essere gestita, rimane incurabile”, con il nuovo farmaco è possibile quindi tenere la situazione sotto controllo per un periodo di tempo più lungo.

“Aveva già mostrato un notevole beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione – ha continuato Conte – ma ora, i risultati del Monarch 2, mostrano un miglioramento significativo anche nella sopravvivenza globale delle donne affette da carcinoma mammario avanzato HR+, Her2-. Ora queste pazienti hanno un’opzione di trattamento che può consentire loro un allungamento di vita”.

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