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Il direttore degli Uffizi risponde alle polemiche su Chiara Ferragni

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 19 Lug. 2020 alle 11:27
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Gli Uffizi rispondono alla polemica riguardo Chiara Ferragni

Eike Schmidt, il direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha detto la sua in merito alla polemica scatenatasi dopo la visita di Chiara Ferragni. “Gli Uffizi non hanno bisogno di Chiara Ferragni, né Chiara Ferragni degli Uffizi”, ha specificato Schmidt in un’intervista su La Repubblica. La sua, però, non vuole essere una dura critica, bensì un’analisi logica in seguito alle forti proteste che hanno invaso media e social. La visita della celebre influencer cremonese nelle prestigiose gallerie d’arte fiorentine ha dato molto da fare agli haters, che si sono opposti alla pubblicità social della Ferragni. Ma, come ribadito anche da Fedez, la Ferragni non era agli Uffizi per fare pubblicità al Museo, bensì per uno shooting per Vogue.

Schmidt fa una riflessione sul rapporto che sussiste tra le nuove generazioni e il museo. “Siamo stati fra i primi musei a sbarcare su TikTok e oggi in molti, nel mondo, ci stanno seguendo. In generale, quello dei giovani è un problema che ci ponevamo anche prima, per esempio quando abbiamo invitato le star del festival Firenze Rocks a visitare i nostri musei. Il nostro obiettivo, però, non è soltanto economico. Noi abbiamo unavisione democratica del museo: le nostre collezioni appartengono a tutti, non solo a un’autoproclamata élite culturale, ma soprattutto alle giovani generazioni”, ha puntualizzato il direttore degli Uffizi.

Ma cosa è successo? Chiara Ferragni – così come i social degli Uffizi – ha pubblicato diverse storie e post mentre era in visita al museo per girare il suo shooting per Vogue, ma è stata presa di mira dalle critiche, con commenti al vetriolo, un po’ come accadde tempo fa ai Musei Vaticani. “Se i giovani non stabiliscono oggi una relazione col patrimonio culturale, è improbabile che in futuro, quando saranno loro i nuovi amministratori, vorranno investire in cultura”, ha precisato il direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Per questo è importante usare il loro linguaggio, intercettare la loro ironia e il loro potenziale creativo”.

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