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Prima di Greta Thunberg, ci fu Severn Suzuki. Il video della ragazzina che nel 1992 mise a tacere l’Onu per 6 minuti

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 24 Set. 2019 alle 18:27 Aggiornato il 24 Set. 2019 alle 19:33
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Prima di Greta Thunberg, ci fu Severn Suzuki: la ragazzina che mise a tacere l’Onu | VIDEO

Prima di Greta Thunberg, ci fu un’altra bambina che “osò” sfidare la grandi potenze durante il summit dell’Onu: Severn Suzuki. Il 22 marzo del 1992, a Rio de Janeiro, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, la dodicenne canadese parlò di fronte al summit della Terra, invitando i leader del mondo a fare qualcosa per fermare la “distruzione del pianeta”.

Anche allora l’immagine di questa ragazzina da sola contro i massimi rappresentanti mondiali fece molto discutere e da parte dei vari politici ci furono grandi parole di apprezzamento. Ventisette anni dopo si ripete la stessa scena e restano molti dei problemi di allora.

Per arrivare fin lì Severn e i suoi compagni avevano percorso 5mila miglia e i soldi del viaggio erano riusciti a raccoglierli da soli. Oltre all’Ambiente, il tema centrale del suo discorso fu la questione della fame del mondo. “Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perché non hanno più alcun posto dove andare. Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono de buchi nell’ozono. Ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene. Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre”.

Nel suo discorso all’Onu Severn Suzuki legava il problema dell’ambiente e della grande produzione di rifiuti a quello della disuguaglianza sociale e dell’iniqua distribuzione della ricchezza: “In Canada, viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, cibo, case abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni”, ammoniva.

Il problema della disuguaglianza nel discorso di Severn Suzuki all’Onu

Pochi giorni prima del summit Onu, Severn e gli altri ragazzi avevano trascorso un po’ di tempo in giro per la città e avevano incontrato altri bambini della zona, bambini diversi da loro: “Questo è ciò che ci ha detto un bambino di strada: ‘Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto’. Se un bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un paese o in un altro fa ancora un’enorme differenza”. “Potrei essere un bambino in una favela di Rio, o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra in Medio-Oriente o un mendicante in India”, affermava.

“Mi avete rubato i sogni” Il discorso di Greta Thunberg all’Onu | VIDEO

Come Greta, Severn chiedeva ai “grandi” dell’Onu e a tutti i “genitori” del pianeta, di garantirle un futuro migliore: “Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari. Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo?Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo: ‘Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio'”.

Il mondo non è finito ma il problema del cambiamento climatico, della disuguaglianza sociale, e della scarsità di cibo e risorse continuano a preoccupare le nuove generazioni; non solo la giovanissima Greta, ma anche il movimento nato dalla sua azione di protesta: Fridays for Future, che il 27 settembre scenderà in piazza per uno sciopero globale sul clima. Greta sarà di fronte al palazzo di vetro e questa volta non sarà da sola contro i leader del mondo, perché a manifestare con lei ci saranno altre migliaia di giovani che chiedono di agire.

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