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“Le foreste africane assorbono più Co2 dell’Amazzonia”

La capacità dell’ex primo polmone verde del pianeta è diminuita di un terzo in 20 anni e da qui al 2040 potrebbe anche emettere più CO2 di quanto ne assorbe

Di TPI
Pubblicato il 10 Mar. 2020 alle 15:41
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Immagine di copertina
Deforestazione in Colombia. Credit: EPA/Mauricio Dueñas Castañeda

“Le foreste africane assorbono più Co2 dell’Amazzonia”

Il polmone verde più importante del pianeta non è più l’Amazzonia ma le foreste tropicali dell’Africa, che assorbono una quantità superiore di Co2. Lo rivela una ricerca della rivista Nature, citata da Le Monde Afrique, che spiega che a causa del riscaldamento globale e del disboscamento, le foreste stanno perdendo la loro capacità a ripulire il pianeta dalle emissioni inquinanti e stanno diventando inquinanti.

Lo studio ha monitorato durante 30 anni e ad intervalli regolari circa 565 aree forestali con una superficie media di un ettaro sia in Amazzonia che in Africa. La capacità dell’ex primo polmone verde del pianeta in America latina è diminuita di un terzo in 20 anni e da qui al 2040 potrebbe anche emettere più anidride carbonica di quanto ne assorbe.

La ricerca conferma l’indebolimento dei pozzi naturali il cui contributo è stato finora cruciale per ridurre le concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera. “Il pico di assorbimento del carbonio da parte delle foreste tropicali è stato registrato negli anni Novante e da allora la loro capacità sta diminuendo”, avverte l’autore della ricerca, Wannes Hubau, professore presso il Museo reale dell’Africa centrale a Bruxelles.

Fino ad un certo punto, nei due continenti l’aumento di Co2 nell’atmosfera ha fortemente accelerato la crescita degli alberi, ma poi, sotto l’effetto del riscaldamento climatico il coperto vegetale si è danneggiato sempre di più.

L’Amazzonia è stata più colpita da questo effetto, mentre le foreste africane sono state maggiormente protette da un’altitudine media di 200 metri sopra il livello del mare e da temperature di circa 1,1 grado in meno rispetto a quelle registrate in America del Sud. “Le foreste africane hanno un ciclo di vita più lento. Il carbonio rimane intrappolato una quindicina di anni in più prima che gli alberi vengano distrutti. È questa situazione che spiega il divario tra i due blocchi forestali”, ha sottolineato Hubau.

Secondo le proiezioni dello studio, la capacità di assorbimento di Co2 delle foreste arriverà a saturazione prima di quanto previsto dagli esperti del Giec (Gruppo intergovernativo di esperti sull’evoluzione del clima): nel 2040 per l’Amazzonia e nel 2060 per l’Africa. Da quel momento in poi la natura stessa diventerà un fattore di accelerazione dei cambiamenti climatici. Ciononostante, insiste la stessa fonte, “le foreste tropicali rimangono serbatoi giganteschi che vanno tutelati ad ogni costo”.

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