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Sinai, la denuncia di Human Rights Watch: “L’Egitto ha commesso crimini di guerra contro la popolazione”

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L’Egitto ha commesso crimini di guerra in Sinai. E’ la denuncia che Human Rights Watch muove al Cairo, accusandolo di essere il responsabile di torture, sparizioni forzate e arresti arbitrari negli anni della lotta contro l’Isis nella penisola. Nel periodo compreso tra il gennaio 2014 e giugno 2018, secondo l’organizzazione umanitaria americana, le forze di polizia e l’esercito che fanno capo al presidente al-Sisi avrebbero sistematicamente violati i diritti umani.

Le cifre ufficiali egiziane parlano dell’arresto di 3.076 presunti estremisti islamici senza tuttavia fornire dati riguardanti le morti tra i civili. Altra l’analisi presentata nel rapporto dell’ong, intitolato “Se temete per le vostre vite, lasciate il Sinai! Abusi di forze di sicurezza egiziane e affiliati dell’Isis nel nord del Sinai”, realizzato in due anni di lavoro sul campo intervistando residenti dell’area settentrionale del paese ed ex ufficiali militari e governativi.

Human Rights Watch denuncia l’arresto arbitrario di almeno 50 civili di cui 39 sarebbero stati segregati in un’imprecisa località. Inoltre alcuni prigionieri sarebbero morti mentre erano in carcere a causa dei maltrattamenti subiti e per la mancanza di cure mediche.

“Forze di esercito e polizia egiziane nella penisola del Sinai stanno perpetrando gravi e diffusi abusi contro civili nell’ambito di una campagna in corso contro componenti del gruppo locale affiliato all’Isis”, afferma il rapporto di Hrw ricordando anche che “militanti estremisti hanno compiuto crimini orrendi” come l’attentato contro la moschea di al-Rawda del novembre 2017 in cui hanno perso la vita almeno 311 persone.

Secondo Hrw, i partner internazionali dell’Egitto, tra cui gli Stati Uniti, “dovrebbero interrompere immediatamente ogni assistenza di sicurezza e militare” al Cairo.