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Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore fermato dalla Digos a San Lorenzo

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Forza Nuova a San Lorenzo: il leader Roberto Fiore fermato dalla Digos | È stato portato via dagli agenti della Digos di Roma Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, mentre raggiungeva, insieme ai militanti del partito di estrema destra, l’ex stabile occupato in via dei Lucani, a San Lorenzo, dove era in programma un presidio (non autorizzato) in memoria di Desirée Mariottini, la ragazza uccisa lo scorso novembre.

Fiore è stato condotto in Questura per la violazione del silenzio elettorale inerente alle elezioni europee al via dalla mezzanotte di sabato 25.

L’episodio è stato subito commentato da Forza Nuova attraverso un post su Facebook.

https://www.facebook.com/ForzaNuovaPaginaUfficiale/?__tn__=%2CdK*F-R&eid=ARA-KGhXnZhn-zBXB7crPW22eQuGfXLKtvfm2exJJfnB5_SFTil6wMHi3hQrIkUVi3rIoBXcNIOZdI4-

“Una volta c’erano le bandiere rosse a tentare di fermare i tricolori. Oggi invece sono blindati, celere e manganelli a cercare di arrestare l’avanzata di Forza Nuova” recita così il post di Forza Nuova a difesa del suo leader.

“Roberto Fiore – continua la nota di FN – è stato fermato dalla Digos, caricato e portato in Questura mentre stava recandosi nel luogo dove è stata uccisa la giovane italiana da una banda di immigrati”.

“A Roma non è possibile neanche portare un mazzo di fiori dove è stata assassinata una ragazza perché il verbo immigrazionista non può essere messo in discussione”.

“Anche oggi – conclude la nota apparsa su Facebook – Polizia e compagni si ritrovano uniti sotto il segno dell’antifascismo e sputano su Roma e i romani”.

Poco dopo, sempre su Facebook, è arrivato il commento di Roberto Fiore.

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“San Lorenzo blindata alla ricerca di un pericolosissimo mazzo di fiori, antifascisti e Polizia schierati per impedire il ricordo” si legge sul post di Fiore, che aggiunge: “Tacendi tempus est, e non per il silenzio elettorale, cosa di cui mi interessa poco, ma per la vergogna che come italiano provo per Desirée, per i suoi sogni infranti e la sua bellezza svaniti quella sera”.

Fiore conclude così: “Verrà un giorno in cui i sacrifici di Pamela e Desirée saranno ricordati come l’inizio della fine di chi odia l’Italia”.

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