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Il Cdm approva il decreto Sblocca cantieri

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Il 18 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Sblocca cantieri, all’esame del Cdm dopo le polemiche del giorno prima tra gli alleati di Governo.

Il decreto Crescita invece sarà discusso dai ministri dopo Pasqua.

Un primo via libera alla riforma era arrivato lo scorso 20 marzo sempre dal Cdm. Il decreto dal titolo “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici e misure per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali” è stato approvato in prima battuto dopo l’inserimento nel testo della clausola del “salvo intese”, che serviva ad apportare modifiche anche successivamente.

Qui abbiamo spiegato quali sono i cantieri bloccati in Italia e su cui interverrà il decreto appena approvato.

Le novità più rilevanti si riferiscono prima di tutto all’abbandono del sistema di regolazione delle fonti di soft law, ossia le linee guida adottate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) di natura vincolante e non vincolante, considerate in diritto amministrativo come atti amministrativi generali ed utilizzate da ciascuna stazione appaltante come strumento posto a garanzia dell’omogeneità di prassi.

Di conseguenza torna in vigore il vecchio sistema del regolamento unico di attuazione, che consisteva in un lungo apparato di norme contenute nel D.P.R. 107/2010, all’epoca emanato ben 4 anni dopo il d.lgs. 163/2006.

Qui abbiamo spiegato nello specifico cosa cambia con il decreto Sblocca cantieri.