Me

Reddito di cittadinanza, pronti gli esiti delle prime domande: verranno comunicati via sms o mail

Immagine di copertina

REDDITO DI CITTADINANZA ESITO DOMANDE – Sono oltre 806mila le domande giunte all’Inps per richiedere il reddito o la pensione di cittadinanza. Tra il 6 e il 31 marzo, infatti, è stato questo il numero di nuclei familiari che hanno presentato la propria richiesta alle Poste, ai Caf oppure online sul sito dedicato al nuovo beneficio economico.

L’istituto di previdenza sociale ha infatti diramato una nota con tutti i numeri e le specifiche rispetto a domande presentate, accettate e rifiutate. I 33 flussi informatici trasmessi a Poste Italiane sono relativi alle prime 680.965 istanze lavorate: con una percentuale di accoglimento di circa il 75 per cento, hanno avuto esito positivo 487.667 domande, mentre 177.422 sono state respinte.

Il numero delle domande accolte, comunque, non si avvicina agli 1,3 milioni di beneficiari che erano stati stimati dall’esecutivo gialloverde.

Ad ogni modo, ora che le prime istanze sono state lavorate, l’Inps ha iniziato già ieri, martedì 16 aprile 2019, ad informare ogni richiedente dell’esito della propria domanda tramite sms o mail, proprio come annunciato.

I beneficiari dovranno quindi poi recarsi alle Poste per ritirare la propria Card, sulla quale verrà caricato l’importo spettante.

Per quanto riguarda le domande residue, che sono circa 45mila, l’Inps comunica che entro questa settimana saranno pronti gli esiti; le 80mila domande che invece sono state presentate unitamente al modello Rdc/Com, quello che in sostanza occorre al fine di comunicare le variazioni reddituali del modello Isee per attività lavorative, verranno lavorate entro la fine del mese di aprile.

Tempi sempre più lunghi e ancora ben poche certezze, infine, in merito al bando sui navigator: Anpal è ancora in attesa del via libera all’intesa in Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe arrivare mercoledì 17 aprile. Motivo per cui i primi beneficiari del reddito di cittadinanza a fine maggio troveranno nei centri per l’impiego 8mila operatori non preparati sugli adempimenti che spettano a chi riceve il sussidio con la sottoscrizione del “Patto per il lavoro” .