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“Ordinano la pizza a Londra e se la fanno recapitare in Nigeria dalla British Airways”

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A primo acchito potrebbe sembrare una notizia divertente, ma in realtà cela una verità amarissima. Alcuni cittadini della Nigeria ordinano la pizza a Londra e se la fanno recapitare a Lagos, la più grande città del paese, grazie ai voli della British Ariways.

A rivelarlo è Audu Ogbeh, ministro dell’Agricoltura nigeriano, che si sforza di far capire così la complessità di rilanciare l’economia del paese, lottando contro i mulini a vento di una globalizzazione incessante.

Di fronte alla commissione Agricoltura del Senato in Nigeria, ad Abuja, il ministro Ogbeh ha detto: “Lo sa che ci sono nigeriani che usano i loro cellulari per importare la pizza da Londra? Comprano al mattino a Londra, la pizza arriva la sera grazie alla British Airways, e la si va a prendere all’aeroporto”, spiega il ministro di fronte al chairman del Senato.

Il giro ha fatto il giro del mondo. In sei ore, la pizza si muove dalla capitale europea e arriva dritta dritta in territorio nigeriano. “È una situazione molto fastidiosa e dobbiamo muoverci molto più velocemente di quanto facciamo ora per ridurre questo genere di iniziative”, ha continuato Ogbeh.

Questo dato è il segno di una profonda disaffezione nei confronti dell’economia locale. Perché, come riportano i media locali, di certo non mancano le pizzerie a Lagos. Eppure una manciata di cittadini facoltosi scelgono di chiamare addirittura Londra.

Ogni anno si sperperano risorse per importare prodotti che altrimenti potrebbero essere acquistati localmente, come frutta e verdura che, nelle gradi città del paese, arrivano dal Sudafrica.

Ma non è del tutto pessimista il ministro dell’Agricoltura, che ha spiegato: “Per puntare sulla nostra capacità di sviluppo dobbiamo partire dalle piccole cose di tutti i giorni. E per quanto riguarda la lavorazione del pomodoro stanno andando a regime due grossi nuovi stabilimenti che ci potranno permettere di fermare l’importazione di passata di pomodoro dall’estero”.

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