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Spagna, nuova ondata femminista. Migliaia in piazza contro il machismo di Vox, il partito di estrema destra

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Manifestanti a Madrid Credit: AFP

Madrid – In Spagna, le donne hanno una nuova ragione per protestare. Si chiama Vox, il partito dell’estrema destra che dal momento delle elezioni regionali in Andalusia lo scorso 2 dicembre, ha 12 seggi nel parlamento andaluso.

Tra le sue prime proposte c’è quella di abolire la legge anti violenza. I collettivi femministi spagnoli non hanno preso bene la notizia, organizzandosi in un movimento che hanno chiamato #NìUnPasoAtràs.

Il movimento femminista ha raggiunto una grande popolarità attraverso i social media e sul loro sito internet, per poi mostrare la propria rabbia e il proprio rifiuto dal vivo, in diverse città della Spagna. Lo slogan è “Ni un paso atrás en igualdad”, non un passo indietro sull’uguaglianza.

Vox sta diventando istituzionale

Il successo del partito nazionalista Vox – anche se democratico – ha fatto scattare tutti i campanelli d’allarme in una delle regioni spagnole con la maggiore disoccupazione (al 24,7%) insieme a quelle di Extremadura, Ceuta e Melilla, e che ora è diventata la principale porta europea di accesso ai migranti che arrivano via mare, superando l’Italia.

Molti si chiedono se sia opportuno fermare l’avanzare dell’estrema destra o se, come dice il professor Víctor Lapuente in un’intervista per Euronews, si sta avviando un processo di integrazione nelle istituzioni, le destre estreme si stanno in pratica “addomesticando”.

Questo evento politico, senza precedenti in Spagna, ha generato una nuova ondata di proteste femministe nella capitale dell’Andalusia, a Siviglia e in altre città spagnole. A Madrid migliaia di donne sono scese in piazza. Ma quali sono le ragioni?

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Madrid, migliaia di donne in piazza
Credit: AFP

Estrema destra d’Europa

VOX, guidato da Santiago Abascal è, nelle parole di Martín Caparrós per il New York Times, “una bestia finora dormiente” ma che si è immediatamente risvegliata. Le sue politiche ricordano quelle delle sue controparti europee, che si sono rapidamente schierate dalla sua parte, come la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen (Front national) o l’olandese Geert Wilders (leader del Partito della libertà). C’è sintonia anche con il vicepremier italiano Matteo Salvini, le loro somiglianze sono evidenti in materia di immigrazione e genere, ma c’è un motivo di discordia: il movimento indipendentista catalano.

Nella sua lunga lista di misure controverse, Vox propone l’immediata espulsione di immigrati clandestini, oltre a dare priorità ai loro arrivi in ​​base alla loro nazionalità e religione. Vuole anche rinforzare il muro di Ceuta e Melilla, il passaggio dal Marocco alla Spagna negli onori della cronaca per le violazioni di diritti umani che avvengono contro i migranti.

> Qui abbiamo raccontato in un reportage sul campo cosa succede nella foresta di Ceuta

Contro le donne

Vox è un partito che annulla le donne: propongono di proibire l’aborto e di togliere  i sussidi alle organizzazioni “femministe radicali” e mettere fine all’attuale legge contro la violenza di genere. Una serie di proposte per essere “totalitari” con il sesso opposto. Una misura che ha provocato la rabbia delle femministe.

La legge antiviolenza è stata per la Spagna un’importante conquista. Tramite questa norma firmata nel 2018, il termine di vittima viene esteso ai minori o alle persone a carico di donne abusate o uccise. Inoltre, vengono finalmente puniti i femminicidi, tutti gli omicidi di donne basati sulla discriminazione di genere, che siano commessi da un partner o meno, in quanto tali. Finalmente, le aggressioni sessuali, fisiche e psicologiche e la cyber-violenza come violenza di genere sono punibili.

Nel 2018, secondo il Ministero della parità, 47 donne sono state uccise in Spagna dai loro partner o ex partner, 12 di loro in Andalusia, la regione con il numero più alto.

Alleanze politiche

Le richieste politiche di Vox non avrebbero avuto questa rilevanza, se non fosse per il fatto che Vox è diventato un alleato chiave del nuovo governo conservatore presente nel parlamento andaluso. Affinché il Partito popolare (a destra) e il Ciudadanos (centro destra) ottengano la maggioranza assoluta con cui formare un governo e porre fine ai 36 anni ininterrotti del potere socialista nella Camera andalusa, è stato infatti necessario il sostegno di VOX. Quest’ultimo, in cambio, ha chiesto di negoziare alcune delle sue richieste.

Questo accordo, che si è materializzato il 16 gennaio, ha significato che mentre Juan Manuel Moreno (Partito Popolare) prestava giuramento come presidente, migliaia di donne scendevano in piazza per denunciare una situazione che minaccia i diritti delle donne e i progressi compiuti in termini di uguaglianza di genere.

“Fuori i machisti dal nostro Parlamento”

Nel 2018, il governo socialista guidato da Pedro Sánchez è stato formato con 11 ministre donne e sei ministri uomini, e la nuova legge sul genere è stata firmata. Ma non è bastato: le donne spagnole continuano ad affrontare episodi sessisti ogni giorno.

“I nostri diritti non sono negoziabili”, “Fuori dal nostro Parlamento!”, “Non un passo indietro nell’uguaglianza”: questi alcuni degli striscioni che si sono visti a Madrid durante le manifestazioni. Le donne di tutte le età hanno mostrato la loro rabbia nei confronti di un patto che viola i loro diritti e dà priorità agli interessi politici.

La partecipazione politica è donna in Spagna

Cosa ha causato questo cambiamento nella società spagnola? Perché un movimento antico come quello femminista, che già esisteva in qualche modo nel 1830 quando si protestava contro i produttori di sigari, o durante la resistenza franchista, è diventato in pochi mesi un fenomeno numeroso sostenuto da milioni di donne? Sebbene non ci sia un chiaro punto di partenza, perché il movimento è sempre stato lì, ci sono molti fattori che hanno aumentato la sua visibilità.

Da un lato, ci sono i diversi movimenti internazionali come il Ni una menos, in Argentina, avviato nel 2015, il #METOO del 2017 o le critiche contro i commenti misogini di Donald Trump durante la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti nel novembre 2016. A poco a poco il messaggio è diventato globale e sta incoraggiando nuove voci ad emergere (giornalisti, scrittori, registi, artisti), che diventano punti di riferimento per includere la prospettiva del genere nel loro lavoro, nelle loro parole e nelle loro azioni .

D’altra parte, l’uso della tecnologia e dei social network per promuovere nuove forme di partecipazione ha fatto sì che migliaia di donne, da tutte le aree, livelli educativi e aree geografiche, siano state in grado di accedere a un dibattito molto vicino a determinati ambienti politici.

Non solo le metropoli si ribellano

Le proteste, che si stanno allargando anche a Bristol, Parigi e Buenos Aires, in Spagna ora non hanno solo un impatto in città come Madrid, Barcellona, ​​Valencia o Siviglia, ma anche in aree più rurali e spopolate.

Una delle pietre miliari del 2018 è stato lo sciopero generale femminista dell’8 marzo, al quale hanno partecipato cinque milioni di persone, secondo i sindacati. Questo evento ha segnato un prima e un dopo nella storia di un paese in cui vivono quasi 24 milioni di spagnole donne (senza contare il numero di donne immigrate senza passaporto nazionale).

Le donne in quell’occasione si unirono per dare scacco al machismo e alla sua impunità, ancora presenti ma non messe a tacere. Nel giugno 2018, migliaia di donne hanno protestato contro il ministero della Giustizia per mostrare la loro indignazione per il rilascio provvisorio dei membri di “La Manada”, accusati di aver violentato una giovane donna di 18 anni durante i San Fermines, a Pamplona. Hanno chiesto una riforma del codice penale e pene più severe per la violenza sessuale.

>Qui abbiamo ricostruito la vicenda dello stupro di gruppo “La Manada” che ha sconvolto la Spagna

Ogni volta che una donna viene uccisa, le altre donne aumentano le loro battaglie in Spagna. Quando qualcuno supera il limite mediatico, eccole. Quando c’è un abuso domestico o ancora peggio pubblico, eccole ancora all’attacco. Quindi ora, dopo aver conosciuto i piani machisti di Vox, come potrebbero le donne spagnole non far sentire la loro voce ancora più forte?

 

Il commento dalla Spagna per TPI è di Ana Valiente, giornalista freelance e editor con base a Madrid. Si occupa di società, migrazioni e politica interna.

La traduzione è a cura di Veronica Di Benedetto Montaccini.