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Pensioni: cosa prevede il decreto su quota 100 approvato dal Consiglio dei ministri

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Pensioni quota 100 ultimissime news | Pensioni e superamento della legge Fornero. È questo, insieme al reddito di cittadinanza e alla flat tax, uno dei capisaldi del contratto di governo Lega-M5s. Il 17 gennaio 2019 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto-legge su quota 100 e reddito di cittadinanza. Qui tutti i dettagli.

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> Pensioni, da Quota cento a Opzione donna: tutte le novità

Quota 100 per le pensioni è in vigore dall’1 aprile 2019. 

Per usufruirne si devono avere i requisiti entro il 31 dicembre 2018 (per i lavoratori privati) e poi ogni 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti.

Dopo tre mesi: requisiti a partire dall’1 gennaio 2019 (lavoratori privati)

1 agosto 2019: requisiti all’entrata in vigore del decreto (lavoratori privati) e poi ogni 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti.

Dopo sei mesi: requisiti a partire dall’1 febbraio 2019 (lavoratori pubblici)

1 settembre 2019: in line con l’inizio dell’anno scolastico (lavoratori Scuola ed Afam)

Pensioni Quota 100, le cose da sapere

– Stop scatti età: pensione non legata all’aspettativa di vita

– È possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni.

– La pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo.

– La pensione è cumulabile con redditi da lavoro occasionale (5mila euro max).

– I dipendenti pubblici devono dare un preavviso di sei mesi.

– Fondo Bilaterale per il ricambio generazionale: si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un’assunzione.

– Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate).

Pensioni: Quota 100 e opzione donna, le novità 

È possibile andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne.

– Maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi.

– Le lavoratrici a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31/12/2018 possono andare in pensione (Opzione donna)

– Ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita. I lavoratori precoci potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti

Pensioni | Ape Sociale

L’Ape sociale è un’indennità sostitutiva, in vigore tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2019, che durerà fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia.

Requisito anagrafico: almeno 63 anni di età.

Requisito contributivo: 30 o 36 anni, a seconda dei casi, con bonus di un anno per figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Pace contributiva: cos’è e come funziona

Nel decreto su Quota 100 è stata inserita anche la pace contributiva per il triennio 2019-2021.

La pace contributiva consente di riscattare, su richiesta, periodi di buco contributivo non obbligatori per un massimo di 5 anni e il riscatto del periodo di laurea a condizioni agevolate entro i 45 anni.

Agevolazioni: detraibili dell’onere del 50 per cento in cinque quote annuali e rateizzazione fino a 60 rate mensili.

Trattamento di fine rapporto per gli statali

Per tutti i pensionati pubblici – non solo Quota 100 – c’è la possibilità di avere subito, a fronte dei 2-3 anni attuali, l’anticipo di fine rapporto fino a 30mila euro.

Pensioni Quota 100: chi potrà andare in pensione nel 2019

La riforma di superamento della legge Fornero, denominata Quota 100, inserita nella legge di Bilancio 2019 e successivamente approvata nel decreto pensioni e reddito di cittadinanza in Consiglio dei ministri la sera del 17 gennaio partirà quindi ad aprile 2019 (qui tutti i dettagli).

Il nuovo meccanismo di anticipo pensionistico in sperimentazione per il prossimo triennio – quindi fino al 2021 – prevede la possibilità di uscita dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi versati. I primi assegni con Quota 100 dovrebbero incassarli i dipendenti privati a partire dal 1° aprile 2019: sono previste infatti, dal momento in cui vengono maturati i requisiti per la pensione, delle finestre mobili di tre mesi per i dipendenti del settore privato e di sei mesi per quelli del pubblico.

Tutti quei lavoratori che sceglieranno di andare in pensione con Quota 100, inoltre, dovranno rispettare per cinque anni il divieto di cumulo tra pensione e altri redditi: il massimo consentito è di 5 mila euro annui netti. Questo periodo di divieto, in sostanza, si riferisce all’intervallo di tempo tra la maturazione dei requisiti per Quota 100 e quelli per la pensione di vecchiaia.