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Piani di zona, l’emendamento “salva famiglie” approvato in Senato. Asia Usb: “Colpo di spugna che salva veri responsabili truffa”

Il testo, che permetterebbe ai venditori di affrancare l'immobile da prezzo massimo di cessione e vincoli soggettivi pagando l'affrancazione, ora passa alla Camera

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Manifestazione del Comitato venditori 8 novembre 2018. Credit: Anna Ditta

Piani di zona Roma news | Il pomeriggio del 28 novembre è stato approvato in aula al Senato il testo dell’emendamento al dl Fiscale che riguarda il caos dei Piani di zona. Ora il testo passa alla Camera.

L’emendamento, voluto da alcuni senatori del Movimento Cinque Stelle, permette ai venditori, dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data del primo trasferimento, di restituire ai proprietari attuali l’immobile libero dal vincolo del prezzo massimo di cessione e dai vincoli soggettivi, tramite il pagamento dell’affrancazione.

Qui il testo dell’emendamento, pubblicato dal relatore Ugo Grassi (M5S).

“Con emozione posso rendere pubblico il testo dell’emendamento con cui il M5S è intervenuto per risolvere una vicenda tragica innescata da un caos legislativo e giudiziario”, ha scritto il senatore Grassi.

“Desidero sottolineare che la norma che domani andrà in aula è il frutto di un lavoro corale. In ordine sparso (e chissà quanti ne dimentico): Donatella Iorio, Roberta Lombardi, Emanuele Dessì, Emiliano Fenu…Quindi, vi prego, non ringraziate solo me”.

Piani di zona Roma news | Di cosa stiamo parlando?

La questione riguarda chi ha venduto una casa costruita in diritto di superficie nell’ambito di un Piano di zona a Roma.

Il Piano di zona è uno strumento messo in campo negli anni Sessanta e Settanta per garantire l’accesso alla casa a chi non poteva permettersi di acquistarla a prezzo di mercato. In proposito si parla di edilizia convenzionata o agevolata.

In alcuni casi, lo Stato trasferiva a basso costo la proprietà di terreni su cui costruire, in altri casi forniva terreni a cooperative o società costruttrici in diritto di superficie per 99 anni, a un prezzo più basso, insieme a mutui per costruire a prezzi agevolati.

Le abitazioni dei Piani di zona avrebbero dovuto essere vendute a un prezzo agevolato, chiamato prezzo massimo di cessione, a chi ne avesse i requisiti, secondo quanto risposto dalla legge Bossetti Gatti n.865 del 1971 e dalle convenzioni stipulate dai singoli comuni.

Tuttavia, per molti anni, il Comune di Roma, le banche e i notai hanno consentito che fosse possibile, per il primo assegnatario dell’alloggio, venderlo a un prezzo superiore a quello calmierato. Il Comune di Roma, all’inizio, ha anche emanato dei nulla osta per dare il via libera alla vendita.

A partire dal 2011 è stato introdotto l’istituto dell’affrancazione, con cui i proprietari di immobili concessi in diritto di superficie potevano affrancare dal prezzo massimo di cessione il loro immobile, pagando una somma di qualche migliaio di euro al comune.

Nel 2015, con la sentenza 18135, pronunciata a Sezioni Unite, la Cassazione ha sancito che tutti i contratti di compravendita di questo tipo avevano violato una norma imperativa, non derogabile.

Di conseguenza, i venditori sono stati chiamati a restituire grosse cifre, che arrivano in alcuni casi anche a 300mila euro.

TPI.it aveva già denunciato la questione dei Piani di zona in alcuni precedenti articoli, in cui ha riportato anche la posizione degli acquirenti.

Piani di zona Roma news | Comitato Venditori 18135

La notizia è stata accolta positivamente dal Comitato Venditori 18135, che lo scorso 8 novembre aveva organizzato un sit-in davanti a Montecitorio (qui le loro testimonianze).

“Accogliamo con profonda speranza e fiducia nelle istituzioni questo nuovo testo dell’emendamento che tende a voler risolvere le numerose incertezze giuridiche attuali”, si legge in un comunicato del gruppo.

“Ringraziamo le forze politiche di maggioranza per essere stati i promotori dell’emendamento e quelle di opposizione per aver diligentemente contribuito costruttivamente alla costruzione di un testo finale che possa rappresentare in modo equo gli interessi di tutte le parti”.

Piani di zona Roma news | Asia Usb

Fortemente critica invece la reazione di Asia Usb, l’Associazione inquilini e abitanti dell’Unione sindacale di base, che ha definito l’emendamento “un colpo di spugna del governo per salvare i veri responsabili della truffa”.

“Questo emendamento è una sanatoria per alcuni dirigenti capitolini e regionali, per alcuni notai, non per i cittadini”, si legge in un post pubblicato su Facebook da Asia Usb. “Le vittime di questo malsano sistema sono proprio i compratori e i venditori: fregati per l’ennesima volta”.

Campagna regione lazio

“Per anni alcuni dirigenti capitolini collusi col sistema, infatti, non hanno mai vigilato sui piani di zona, sulle fideiussioni, sugli oneri concessori, sulle urbanizzazioni, sui prezzi massimi di cessione ecc”, sostiene il sindacato, “dopo aver fatto finta di non vedere tutto ciò con alcuni provvedimenti ad hoc rilasciavano nulla osta ad ignari cittadini dichiarando che potevano vendere e che non esisteva alcun vincolo di prezzo o di altra natura, hanno permesso l’utilizzo del patrimonio pubblico come se fosse privato. Qualcuno parla anche dei pareri dell’avvocatura che avallavano i nulla osta”.

“Quindi, ignari cittadini a causa di questi meri errori, rogitavano con alcuni notai che senza prezzi massimi di cessione e senza le formalità prescritte dalla legge avallavano le vendete pur sapendo che la legge stabiliva diversamente”.

“Intanto negli ultimi anni fioccavano le denunce che scoperchiavano un sistema con indagati e imputati con rinvii a giudizi per i più disparati reati, da truffa aggravata, a persino gente costretta ad abitare sulle discariche mai bonificate come a Monte Stallonara, arrivando così a decine e decine di costruttori indagati oltre i numerosi dirigenti capitolini caduti nella rete giudiziaria”, prosegue Asia Usb.

“Poi nel mentre tutto ciò accadeva, giungevano i grillini al grido di : “ripristiniamo noi la legalità” affermando energicamente che il problema andava estirpato con la condanna dei responsabili. Ora che il problema andava risolto non vi è dubbio ma dov’è il ripristino della legalità? Nel condono?”.

Secondo Asia Usb, “chi doveva rispondere dei danni, Comune e dirigenti, Notai, Regione e dirigenti, oggi sono esclusi da qualsiasi responsabilità perché c’è l’emendamento che con un solo colpo ottiene un duplice risultato: sanare le loro responsabilità penali e civili; fare cassa”.

“Noi presenteremo un esposto alla magistratura, prima perché i cittadini venditori e acquirenti non devono pagare le malefatte del comune di Roma e secondo per fare luce se in tutto ciò ci sono stati abusi, conflitti di interessi o altro perché una soluzione andava trovata ma non a danno della gente e sopratutto non per coprire le omissioni del comune di Roma”, conclude il sindacato.

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