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Macerata, un uomo lancia l’acido sul volto della ragazza e l’accoltella: “Mandava sms agli altri mentre le parlavo”

La donna, sottoposta a un intervento chirugico d'urgenza, non è in pericolo di vita

Immagine di copertina

Ha gettato dell’acido sulla fidanzata per gelosia. A Civitanova Marche, sabato 17 novembre 2018, Sheval Ramadani ha colpito la compagna 30enne, originaria della Romania e ballerina di night club.

L’uomo, di 32 anni, oltre a provare a sfregiarla, l’ha accoltellata all’addome e alla schiena all’interno di un ristorante in cui si era rifugiata.

“Mandava sms e selfie ad altri mentre le stavo parlando. È stato un gesto d’impeto, ho visto tutto nero”, si è giustificato Ramadani in lacrime davanti a Claudio Bonifazi, il giudice per le indagini preliminari di Macerata.

L’uomo – arrestato dalla squadra mobile della città marchigiana – ha anche dichiarato di essere dispiaciuto.

Le condizioni della ragazza e l’accusa per l’aggressore

La donna è stata sottoposta a un intervento chirugico d’urgenza. Non è in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata.

L’aggressore, nel corso dell’interrogatorio di garanzia in cui è affiancato dall’avvocato Sandro Pugliese, oltre a spiegare la vicenda ha chiesto informazioni sulla salute della compagna.

L’accusa per lui è di tentato omicidio – aggravato da futili motivi e premeditato – lesioni personali e porto abusivo di armi , ossia il coltello con cui ha ferito la ragazza. A nulla è servito il pentimento: la sua posizione non è stata ammorbidita.

Chi è Sheval Ramadani, l’uomo che ha provato a sfregiare con l’acido la compagna

Sheval Ramadani, irregolare in Italia, è un bracciante agricolo residente a Grosseto. Nel pomeriggio di venerdì 16 novembre ha comprato la bottiglia contenente l’acido che ha tentato di lanciare in faccia alla fidanzata sfiorandola all’occhio sinistro.

Il 30enne ha dichiarato di aver lasciato moglie e figli in Macedonia per la ballerina e di averle dato molto denaro negli anni. Il suo desiderio sarebbe stato che lei avesse lasciato il lavoro e lo avesse seguito in Toscana, poiché non sopportava più di vederla vicino ad altri uomini – anche solo per motivi professionali nel locale notturno.

Ramadani resterà in custodia cautelare nel carcere di Montacuto ad Ancona.