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Vittorio Feltri: “Forza Italia è finita, Berlusconi pure. Arcore è una camera mortuaria”

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Vittorio Feltri e Silvio Berlusconi

Nel suo editoriale di domenica 18 novembre su Libero, Vittorio Feltri si è soffermato sulla profonda crisi che ormai da tempo affligge Forza Italia, un partito incapace di riguadagnare terreno nei sondaggi e sempre più vicino all’irrilevanza politica, schiacciato dalla crescita impetuosa della Lega.

Feltri ha preso spunto dalla manifestazione pro-Tav organizzata dai forzisti a Torino sabato scorso.

“All’appuntamento sono arrivati quattro gatti spaesati e ha trionfato la desolazione di un partito ormai allo sbando e incapace di reggere la concorrenza degli ex alleati e degli avversari”, scrive Feltri.

“Il problema però non è tanto che la piazza fosse vuota: il rischio è che le urne alle prossime elezioni europee siano altrettanto vuote, come preannunciano in modo sinistro i sondaggi cari a Berlusconi”.

Per Feltri “Silvio ha fatto molti miracoli e non si può pretendere che ne compia altri, alla sua età. […] I cittadini si erano illusi che il Cavaliere fosse l’uomo giusto per realizzare la agognata rivoluzione liberale. Che invece non è mai neppure cominciata”.

“Indire un raduno nel capoluogo piemontese a cui aderiscono alcuni fedelissimi residuali mette tristezza e induce a pensare che prossimamente assisteremo a una cerimonia funebre, ovviamente mesta, protagonista la creatura ormai in coma del Berlusca”, è la riflessione amara di Feltri.

“Ci dispiace constatare che Arcore si stia trasformando in una camera mortuaria. […] Speriamo che il becchino Tajani si renda conto che è meglio andare a casa piuttosto che seppellire i propri generosi benefattori”.

Secondo gli ultimi sondaggi, Forza Italia è sotto il 10 per cento dei consensi, un dato peggiore persino rispetto a quello, molto deludente, fatto registrare alle elezioni politiche del 4 marzo.

Il partito di Berlusconi, nell’area di centrodestra, è ben 20 punti sotto alle Lega di Matteo Salvini.

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