Me

La ministra Bongiorno contro la proposta del M5S: “Bloccare la prescrizione sarebbe una bomba atomica”

La ministra leghista della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno si oppone alla riforma della prescrizione voluta dal ministro della Giustizia Bonafede

Immagine di copertina
Credit: Afp

Dopo la Tap e la Tav, lo scontro tra il Movimento 5 Stelle e la Lega riguarda ora il decreto sicurezza e la riforma della prescrizione.

“Bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio significa mettere una bomba atomica nel processo penale e io questa cosa non posso accettarla e non posso non segnalarla”, ha detto la ministra leghista della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno.

Ospite nel programma L’Intervista di Maria Latella su SkyTg24, la ministra ha criticato il deposito di un emendamento grillino al decreto anticorruzione in discussione alla Camera.

“Il contratto di governo deve trovare un accordo, ma si deve fare una riforma della prescrizione e solo della prescrizione. Con Bonafede mi trovo benissimo, è una persona ragionevole, ma dobbiamo stare attenti a non bloccare la giustizia per sempre”, ha aggiunto.

Un imputato innocente “deve vedere la fine del suo processo”, ha concluso. La ministra, che ha ricordato anche la sua precedente esperienza parlamentare con il partito fondato da Gianfranco Fini Futuro e Libertà, ha poi  affermato: “Così come ai tempi di Berlusconi mi sono battuta contro la prescrizione breve, ora sono contraria alla cancellazione della prescrizione. La prescrizione ha un’etica non si può tenere in ostaggio un imputato tutta la vita”.

Il M5S continua a mantenere il punto e non fa passi indietro sullo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio, nonostante le parole contrarie pronunciate dalla ministra Bongiorno.

Inoltre, da ambienti 5 stelle viene ricordato che era stato il vicepremier leghista Matteo Salvini, a Viareggio lo scorso 17 agosto, a dire a margine di un incontro con l’associazione Mondo che vorrei che riunisce i familiari delle vittime della strage di Viareggio: “A nome del governo e da cittadino italiano voglio lanciare un segnale: ‘Mai piu’ stragi impunite’. Stiamo ancora scavando a Genova, dove qualcuno dovra’ pagare per quei morti, feriti, sfollati, per quel disastro. Non voglio che vada a finire come a Viareggio che dopo nove anni rischiano di essere prescritti alcuni reati e non c’è ancora chi dovrebbe pagare per quei 32 morti innocenti”.

Il ministro Bonafede – “Rispetto e stimo il ministro Bongiorno, con cui ho collaborato e collaboro su diversi fronti, dalla necessità di riavviare il motore della giustizia con nuove forze, alla lotta contro la violenza sulle donne. Ma sulla prescrizione si sbaglia”, ha sottolineato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

“La bomba atomica che rischia di esplodere è la rabbia dei cittadini di fronte all’impunità”, ha spiegato.

Prescrizione: i numeri – Nel 2016, anno delle statistiche più aggiornate disponibili sul sito del ministero della Giustizia, sono stati definiti 491 procedimenti penali per reati contro la pubblica amministrazione. Il maggior numero di processi che si sono conclusi in quell’anno – con sentenza, patteggiamento prescrizione o archiviazione – riguarda il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (180). Seguono la concussione (117); l’istigazione alle corruzione (103); il millantato credito (53); la corruzione per l’esercizio della funzione (17); la corruzione in atti giudiziari (9); la corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (9); il traffico di influenze illecite (3).

In totale si sono estinti per prescrizione 86 procedimenti penali per reati contro la pubblica amministrazione su un totale di 491, ossia il 17 per cento.

La prescrizione ha avuto l’incidenza maggiore, pari al 41 per cento nei procedimenti per corruzione per l’esercizio della funzione: è stata applicata in 7 casi su 17.

Sono andati prescritti il 27 per cento dei procedimenti corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (ossia 49 casi su 180); il 15 per cento dei procedimenti per millantato credito (8 su 53); il 12 per cento dei procedimenti per concussione (14 su 117); l’11 per cento dei procedimenti per corruzione in atti giudiziari (1 su 9); l’11 per cento dei procedimenti per corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (1 su 9); il 6 per cento dei procedimenti per istigazione alla corruzione (6 su 103).