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Operai e disoccupati scelgono il M5s, i “garantiti” il Pd: la mappa del voto in Italia

Una ricerca di Itanes ha analizzato il voto degli italiani alle elezioni politiche del 4 marzo

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Il Pd che crolla tra gli operai, dove fanno il pieno di consensi Lega e Cinque Stelle, e resiste solo tra i “garantiti”, quelli che hanno già un’occupazione e uno stipendio sicuri. I pentastellati che vanno fortissimo nei piccoli comuni e tra i disoccupati. La Lega che fa il boom di consensi tra chi ha terminato gli studi dopo la scuola dell’obbligo e va male tra i laureati.

Sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca dell’Associazione Itanes sul voto degli italiani alle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Lo studio, che si basa su un campione di 11mila persone intervistate il voto, esce giovedì 25 ottobre in libreria all’interno del volume Vox populi, edito da Il Mulino.

Come prevedibile, l’analisi del voto mostra un forte calo del Partito Democratico tra le categorie che un tempo costituivano il nucleo duro dell’elettorato di sinistra.

Tra gli operai qualificati, solo il 12,6 per cento ha scelto i Dem, a fronte di un impressionante 49,4 per cento per il Movimento Cinque Stelle (16,1 per cento per la Lega).

I pentastellati, secondo quanto emerge dalla ricerca, hanno fatto il pieno di voti nella fascia di età 25-34 (40,3 per cento), tra i diplomati (37 per cento), nelle piccole città sotto i 100mila abitanti (35 per cento), tra le casalinghe (41,9 per cento), tra gli impiegati esecutivi (41 per cento) e tra i disoccupati.

Numeri più bassi invece tra giovani 18-24 anni (24,5 per cento), lavoratori autonomi, liberi professionisti e over 65.

Per quanto riguarda la Lega, il partito di Salvini alle elezioni del 4 marzo è andato bene tra chi si è fermato alla scuola dell’obbligo (28,3 per cento), tra i sessantenni (21,9) e i lavoratori autonomi (28,7).

Il Carroccio non sfonda invece tra i laureati (12,6 per cento), gli studenti (12,2) e gli insegnanti (9,9).

Molte note dolenti per il Pd. Oltre al già citato dato sugli operai, il partito ora guidato da Maurizio Martina ha raccolto consensi importanti tra studenti e pensionati, ma è andato molto male tra i disoccupati (12,4 per cento) e tra chi non è laureato.

Infine un dato curioso: tra chi va a messa almeno una volta a settimana, il Movimento Cinque Stelle è il partito più votato con il 23,5 per cento dei consensi. A seguire la Lega (23,1), il Pd (17,4) e Forza Italia (16,7).