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Divieto di dimora: cos’è e perché Mimmo Lucano ha dovuto lasciare Riace

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Il 17 ottobre Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, ha lasciato il suo paese. A stabilirlo è stata la decisione del tribunale del Riesame che ha rimosso gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto il 2 ottobre scorso – qui tutte le cose da sapere sull’arresto – sostituendoli con il divieto di dimora.

A quanto si apprende, Lucano ha raggiunto un centro della Locride.

Il sindaco Mimmo Lucano è quindi libero ma non potrà rimanere a Riace (qui tutte le ultime notizie su Riace).

Divieto di dimora: che cos’è

Il divieto di dimora è un provvedimento disposto dal giudice che impedisce all’imputato di dimorare in un determinato luogo e di accedervi senza l’autorizzazione del giudice.

Si tratta di una misura cautelare personale, coercitiva e obbligatoria, prevista e disciplinata dall’art. 283 del codice di procedura penale italiano.

Si tratta di una forma di privazione o limitazione della libertà di circolazione.

Al di fuori dell’ambito territoriale in cui vige il divieto di dimora, l’imputato gode di piena libertà di circolazione, in quanto tale misura intende solo allontanare l’interessato per evitare inquinamento delle prove o reiterazione del reato.

Perché Mimmo Lucano non può tornare a Riace

Secondo indiscrezioni, la decisione del Tribunale del Riesame sarebbe stata dettata dalla necessità di evitare che Lucano, sospeso dall’incarico di sindaco, possa tornare a ricoprire il suo ruolo e commettere il reato di cui è stato accusato, quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Se fosse stato scarcerato, anche la sospensione dell’incarico sarebbe decaduta, mentre in base alla legge Severino, la sospensione rimane se “il divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale”.

Secondo molti la decisione è invece politica. I suoi sostenitori pensano che Lucano sia al centro “di una campagna politica diffamatoria e falsificatrice, che colpisce Riace per mettere una pietra tombale sull’accoglienza e sull’idea di un’Europa dei popoli e di un Mediterraneo plurale. Ma noi non cederemo di un passo”, come spiega il quotidiano Repubblica.

Chi è Domenico Lucano

Domenico Lucano, il sindaco di Riace, è un simbolo dell’accoglienza per i migranti in Italia.

Nella piccolo comune calabrese, il primo cittadino è riuscito a sviluppare un modello di integrazione apprezzato dalle organizzazioni umanitarie, studiato nelle università europee e raccontato dal grande e piccolo cinema.

Wim Wenders gli ha dedicato un documentario, Il Volo, sette anni fa; Tiziana Barillà il libro Mimì Capastosta; la rivista Fortune lo ha inserito tra le cinquanta persone più influenti al mondo. Non solo: già nel 2010 Lucano si era classificato terzo nella lista, stilata da City Mayor, dei migliori sindaci del mondo.

Nato nel 1958, maestro di scuola, la storia di Lucano inizia negli anni Novanta quando, nel paese diventato famoso per il ritrovamento dei Bronzi di Riace, arriva un barcone carico di 800 rifugiati curdi. Insieme alla sua associazione Città futura, e al lavoro con l’amministrazione locale, Mimmo ha afferto ai migranti gli appartamenti abbandonati del comune spiegando che, se avessero voluto rimanere nel paese di pescatori, avrebbero dovuto seguire un corso di specializzazione e inserimento al lavoro.

Lucano è stato eletto sindaco per la prima volta nel 2004, di nuovo nel 2009 e infine nel 2014. Si trova ora al suo terzo mandato.

Nei giorni successivi all’arresto di Lucano, l’hashtag #IostoconMimmoLucano è diventato subito trending topic su Twitter. L’opinione di molti è che sia stato arrestato per aver disobbedito a leggi ingiuste e inefficaci e arrestato per motivi polici. “Se l’accoglienza è reato allora “, si è letto in numerosi messaggi di stima e solidarietà.