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Pd, Martina: “Le primarie saranno a inizio febbraio 2019”

Il segretario Pd è intervenuto alla kermesse di Zingaretti: "Dopo il Forum partirà il percorso che ci porterà all'appuntamento dei gazebo"

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Maurizio Martina

“I primi di febbraio ci saranno le primarie e dopo il Forum partirà il percorso che ci porterà all’appuntamento dei gazebo”.

Lo ha annunciato sabato 13 ottobre il segretario del Pd Maurizio Martina durante il suo intervento a “Piazza Grande”, la manifestazione indetta dal candidato alla segreteria e governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

“La nostra idea non è la distruzione dell’Europa e dell’Euro che hanno in testa Di Maio e Salvini – ha proseguito Martina – Io penso che la strategia è chiara: vogliono usare l’Italia per far saltare l’euro, per fare saltare l’Europa, per fare saltare l’unico progetto di pace e di coesione che abbiamo e che va sicuramente cambiato, migliorato ma che noi non possiamo abbandonare”.

“Succede anche in questi giorni – ha spiegato il segretario Pd – guardate il caso di Lodi, di questi bambini discriminati nelle mense scolastiche. Anche lì persone utilizzate per fare propaganda”.

“Io penso che ci sia una battaglia fuori di noi da condurre ed ecco perché sono qui a chiedere a queste persone di ricordarsi che il nostro avversario sta fuori di noi, è questa destra pericolosa e noi dobbiamo unirci e aprirci”.

L’annuncio della data delle primarie imprime un’accelerazione alla corsa per la segreteria del Pd.

Giovedì 11 ottobre 13 sindaci di area renziana hanno rivolto un appello all’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, esortandolo a candidarsi.

“Abbiamo bisogno di individuare un profilo forte e autorevole contro l’incompetenza e l’estremismo giallo verde. Crediamo pertanto che Minniti, figura dal profilo democratico e unitario, potrebbe essere la figura giusta per guidare il nostro partito”.

Tra l’elenco dei primi cittadini, figurano Dario Nardella (Firenze), Antonio De Caro (Bari), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria) e Giorgio Gori (Bergamo).

Per alcuni componenti dell’ala renziana, la candidatura dell’ex ministro potrebbe mettere in difficoltà l’ex premier Paolo Gentiloni, schierato al fianco del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, uno dei candidati alla segreteria del Pd, insieme a Matteo Richetti e Francesco Boccia.

Minniti un buon candidato, allora, ma non per la componente vicina ad Orfini che non appare disponibile ad appoggiare l’ex responsabile del Viminale e potrebbe presentare un suo nome, come Chiara Gribaudo.

Oltre a Nicola Zingaretti, gli altri due candidati alla segreteria del Pd al momento sono Francesco Boccia e Matteo Richetti.

Boccia ha annunciato la sua candidatura con un’intervista pubblicata lunedì 8 ottobre 2018 sul Corriere della Sera.

Il Pd, “con qualche selfie di troppo, è riuscito a passare per il partito che era vicino ai potenti, alle banche, agli industriali, alle grandi organizzazioni”, aveva osservato.

“Io non sarò un nuovo segretario, sarò al limite un segretario nuovo. Non sono il candidato di nessuno”.

Boccia, legato sentimentalmente a Nunzia De Girolamo, ex parlamentare di Forza Italia, ha espresso nel recente passato posizioni molto critiche nei confronti dei vertici del Pd, auspicando l’apertura di un dialogo con il Movimento Cinque Stelle.

Un’apertura che sembra confermare con la sua candidatura: “Non è uno scandalo dialogare su alcune misure”, aveva sottolineato.

Il 4 ottobre 2018 Matteo Richetti ha annunciato la propria candidatura in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

“Dobbiamo recuperare passione e credibilità e solo una nuova classe dirigente può provarci”, aveva dichiarato.

Campagna regione lazio

La sua, sottolineava, non è una candidatura contro Zingaretti: “Sono uno di quelli che le piazze le ascolta davvero. Piazza del Popolo ha urlato “unità”e da me troverà grande soddisfazione perché non solo farò una campagna elettorale in cui l’elemento del litigio sarà assente, ma andrò anche ad ascoltare che cosa hanno da dire gli altri candidati”.