Me

Studenti in piazza contro il Governo con le maschere de ‘La casa di carta’ | Video

Sciopero contro tagli e provvedimenti come l'obbligo di telecamere nelle scuole: "Ci volevano soldati e passivi, ci hanno trovati nelle piazze"

Immagine di copertina
Credit: Marco Vesperini

Venerdì 12 ottobre 2018 migliaia di studenti hanno manifestato in tutta Italia contro i provvedimenti sulla scuola annunciati dal Governo M5S-Lega.

Molti di loro avevano i volti coperti dalle maschere di Dalì, come i protagonisti della serie tv ‘La casa di carta‘.

A Roma è andato in scena un flash mob a Roma davanti alla Piramide Cestia.

“Ci volevano soldati e passivi, ci hanno trovati nelle piazze”, spiega Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi.

“Non possiamo più accettare che questo governo si riempia la bocca di parole come ‘cambiamento’, per poi offrire solo regresso”, aggiunge. “Telecamere nelle scuole e leva militare sono provvedimenti dannosi e inutili, soprattutto se non ci si interroga su come risollevare un sistema scolastico che negli ultimi dieci anni ha subito tagli per più di 8 miliardi e che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni: lo provano i 150mila studenti che ogni anno abbandonano gli studi”.

“Il Governo continua ad essere sordo di fronte alle necessità su cui da tempo, le studentesse e gli studenti di questo paese, chiedono una risposta. Diciamo no alle manovre di ‘risparmio’ che non prevedono ulteriori investimenti sulla scuola, come il taglio di 100 milioni annunciato qualche giorno fa, no a una visione limitata del ruolo dei giovani e dell’Istruzione nella società. Se il governo non ha paura di cambiare, lo dimostri investendo in istruzione”.

“Siamo in piazza per rivendicare e lottare per un’altra idea di Paese, che rimetta al centro la scuola e l’Università e che investa sulle giovani generazioni”, sottolinea Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari.

“Il Governo sta dimostrando ogni giorno la sua incapacità di mettere in campo azioni concrete per risollevare la condizione dell’istruzione pubblica italiana: sull’Università non c’è alcuna proposta reale per incrementare il finanziamento ordinario del sistema universitario o per superare il numero chiuso, ma solamente annunci e slogan. Tutto questo, insieme alla nomina di Valditara, mente dei tagli Gelmini, a Capo Dipartimento, evidenzia una preoccupante mancanza di prospettiva sul tema”.

Concludono Manfreda e Gulluni: “Chi ha paura di cambiare? Noi no, e per questo la mobilitazione non si arresta: non possiamo fermarci di fronte alla barbarie di questo Governo, che trascura l’istruzione ma non dimentica mai di demonizzare gli ultimi e di calpestare diritti acquisiti in anni di lotte. Il 16 e il 17 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dello Studente, torneremo a mobilitarci”.