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Alitalia, Di Maio: “Una newco con Mef e Fs per rilanciare la bandiera”. Ma Tria frena: “Non ho parlato di un intervento del Tesoro”

Il nuovo piano per rilanciare la compagnia aerea prevede il ritorno dello Stato azionista attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico e un intervento di Ferrovie dello Stato

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Credit: AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

C’è un piano per rilanciare Alitalia: il ritorno dello Stato azionista attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico con una Newco partecipata anche da Ferrovie dello Stato. Ad annunciarlo, prima in un’intervista al Sole24ore poi durante l’incontro con i sindacati al Mise, è stato il vicepremier Luigi Di Maio.

“Un progetto ambizioso, non per salvare ma per rilanciare Alitalia”, ha spiegato il leader pentastellato al termine del vertice con le sigle sindacali.

Per risolvere la questione della compagnia di bandiera, il governo vuole tornare allo Stato azionista attraverso il Mef. La costituzione di una Newco, che avrà in dotazione almeno due miliardi, dovrebbe consentire ad Alitalia “di tornare competitiva e di avere nuovo slancio” emergendo “dalla linea di galleggiamento”.

Lo Stato parteciperà alla nuova compagnia mantenendo una quota vicina al 15 per cento, con in programma anche l’ingresso di Ferrovie dello Stato. “Il ministero dell’Economia convertirà in equity parte del prestito con cui coprirà la quota del 15 per cento di partecipazione nella Newco”, ha dichiarato Di Maio al Sole24ore.

Secondo Di Maio entro fine mese arriverà finalmente l’offerta attesa per il vettore. “Sul tavolo sono giunte tantissime disponibilità da parte di partner industriali internazionali che il governo sta valutando e, tra gli interessati, stiamo avendo disponibilità  anche da compagnie comunitarie”.

Ma nel pomeriggio il ministro dell’Economia Tria ha frenato. A proposito dell’ingresso dello Stato nel capitale, ha dichiarato: “Io penso che delle cose che fa il Tesoro debba parlarne il ministro dell’Economia. Io non ne ho parlato”.

A intervenire è stato anche il vicepremier Matteo Salvini: “Per l’Italia il turismo, quello culturale, commerciale e d’affari, è fondamentale. Per questo serve una compagnia di bandiera competitiva ed efficiente. Nessuna svendita, nessuno spreco come in passato, ma un serio piano di rilancio come quello preparato dal governo”.

Su Alitalia si è espressa anche la Commissione Ue. “Il trattato dell’Ue è neutrale quando si tratta di proprietà privata o pubblica” ma “allo stesso tempo gli interventi pubblici nelle imprese devono rispettare le regole sugli aiuti di Stato che assicurano che le imprese competano sulla base dei meriti e non si affidino al sostegno dello Stato per restare sul mercato”.

“L’inchiesta della Commissione è in corso. Non possiamo anticipare l’esito o i tempi di una decisione. Siamo in contatto con le autorità italiane”, ha spiegato un portavoce.

A quanto si apprende, la Commissione sarebbe pronta a discutere con il governo, ma per il momento non è nella posizione di prendere posizione sulle ultime idee avanzate.

Ci sono diversi modi con cui uno Stato membro può  intervenire in un’impresa in linea con le regole sugli aiuti di Stato, in particolare rispettando le condizioni di mercato e le linee guida dell’Ue sulla ristrutturazione delle società non finanziarie in crisi.