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Mozione contro l’aborto: Ferrara come Verona

Il consigliere di fratelli d'Italia ha presentato una proposta per il finanziamento alle associazioni "che operino nell'ambito delle gravidanze difficili".

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Le attiviste di Non una di meno Verona in consiglio comunale. Credits: pagina Facebook Non una di meno Verona

Anche Ferrara ha la sua proposta “contro l’aborto”. L’11 ottobre 2018 il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Balboni, 26 anni, ha presentato un documento quasi identico a quello approvato il 4 ottobre 2018 dal comune di Verona che l’ha proclamata “città a a favore della vita”.

Se venisse approvato, sindaco e giunta si impegnerebbero “ad inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento ad associazioni e progetti attivi sul territorio comunale che operino nell’ambito delle gravidanze difficili”.

La differenza con Verona sta nell’individuazione delle associazioni: nella mozione 434 presentata dalla Lega ne venivano indicate 2, esplicitamente cattoliche, che perseguirebbero secondo i firmatari gli intenti politici della proposta.

“Ho preferito evitare di indicare precocemente i progetti e le realtà da finanziarie – spiega Balboni a Repubblica Bologna – a Ferrara i soggetti beneficiari potrebbero essere scelti di comune accordo da maggioranza e opposizione”.

Ferrara verrebbe poi proclamata “città che tutela gli indifesi”, sulla scia della mozione veronese. “Ma questo è un concetto più ampio, che tutela sia il potenziale nascituro che la stessa madre”, si premura di sottolineare Balboni.

Le differenze tra le due versioni finiscono qui. Anche il testo di Ferrara propone “iniziative per il sostegno alla maternità e alla prevenzione delle condizioni che portano all’aborto […] contro la mancata applicazione della legge sull’aborto”.

Tra le richieste, anche quelle di “farsi promotori presso la Regione Emilia-Romagna di un progetto ad hoc che sia diretto all’aiuto delle donne in gravidanza che si trovano in stato di difficoltà”.

Anche nella proposta estense si fa ampio riferimento alla legge 194, alle sue presunte distorsioni e inefficienze. A sostegno di questa opinione, nella mozione di Verona si attingeva ai dati di associazioni pro-vita e dichiaratamente contrarie all’interruzione di gravidanza.

Quando i consiglieri della maggioranza approvarono la mozione della Lega, in aula arrivarono una decina di attiviste del gruppo femminista Non una di meno, travestite da ancelle come nella serie tv “The Handmaid’s Tale” (qui vi spieghiamo di cosa parla la serie).

E non intendono assistere senza manifestare la loro opposizione anche Ferrara: “Gli antiabortisti ci troveranno anche lì. intanto sabato 13 ottobre saremo a Verona dove ci riprenderemo le strade in corteo”, hanno comunicato sulla pagina Facebook.

A differenza di Verona, a guida Lega, Ferrara è guidata dal Partito democratico, per cui è difficile pensare che la proposta di Balboni, l’unico consigliere di FdI, possa essere approvata. A meno che non si verifichi qualcosa di simile a quanto già accaduto nella cittadina veneta, quando la capogruppo Pd votò insieme al centrodestra.