Me
Repubblica: il direttore Calabresi scrive ai lettori dopo gli attacchi di Di Maio
Condividi su:
La Repubblica Mario Calabresi lettera Di Maio
Mario Calabresi e Luigi Di Maio

Repubblica: il direttore Calabresi scrive ai lettori dopo gli attacchi di Di Maio

Lettera del giornalista per ringraziare della solidarietà ricevuta in occasione della polemica tra il quotidiano e il vicepremier

11 Ott. 2018
La Repubblica Mario Calabresi lettera Di Maio
Mario Calabresi e Luigi Di Maio

Il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, ha scritto una lettera rivolta ai lettori del suo giornale in cui li ringrazia per il sostegno manifestato al quotidiano, attaccato nei giorni scorsi dal vicepremier Luigi Di Maio.

“La comunità dei lettori è l’unico vero patrimonio che possediamo, in un tempo in cui l’imbarbarimento del dibattito pubblico sembra non trovare confini e la voglia di squalificare e sporcare chi dissente è martellante”, ha sottolineato Calabresi.

In precedenza Di Maio si era scagliato contro Repubblica e gli altri giornali critici nei confronti del Governo M5S-Lega.

“Per fortuna ci siamo vaccinati anni fa dalle bufale, dalle fake news dei giornali e si stanno vaccinando anche tanti altri cittadini”, aveva detto in una diretta Facebook il vicepremier.

A Di Maio aveva replicato il comitato di redazione di Repubblica, che aveva ricevuto il sostegno della Federazione nazionale della stampa e di diversi colleghi giornalisti, tra cui il comitato di redazione del Corriere della Sera.

Di seguito il testo integrale della lettera ai lettori di Calabresi.

“Queste righe servono per dire grazie a ognuno di voi. A chi in questo momento ha preso in mano il giornale, ha aperto Rep o ci sta sfogliando sul tablet. Grazie perché in questi giorni avete dimostrato passione, affetto e solidarietà per Repubblica”.

“Lo avete fatto scrivendoci, telefonando, andando in edicola, abbonandovi a Rep:. Lo avete fatto in modo vero e concreto e di questo vi siamo riconoscenti. La comunità dei lettori è l’unico vero patrimonio che possediamo, in un tempo in cui l’imbarbarimento del dibattito pubblico sembra non trovare confini e la voglia di squalificare e sporcare chi dissente è martellante. Un motivo in più per dirvi grazie, per non esservi fatti contagiare dal torpore, dall’accidia e da un nuovo conformismo”.

“Pensate che ieri pomeriggio il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha trovato il tempo per accusare i ‘giornaloni’ (ormai quello che viene ritenuto un insulto è da considerare un complimento), in questo caso Repubblica e il Corriere, di censurare le notizie scomode. Si riferiva alla richiesta del pm di Avellino di condannare a 10 anni i vertici di Autostrade per il bus che precipitò da un viadotto nel 2013 causando la morte di 40 persone. La notizia era da ore in bella evidenza sul nostro sito, ma l’intento diffamatorio e l’ossessione non hanno tregua”.

“Ma perché non provano a dare risposte credibili alle difficoltà del Paese, perché non provano a costruire futuro, perché perdono tempo a intasare la Rete di polemiche sterili e becere? Bisogna restare ben saldi e non perdere di vista i fatti, i valori e i diritti. Bisogna provare a tenere accesa la luce. Grazie a tutti voi che ci provate”.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus