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Omicidio Victoria Marinova: preso il killer in Germania, il primo sospettato è stato rilasciato
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La giornalista Marinova e il presunto killer, Severin Krasimirov

Omicidio Victoria Marinova: preso il killer in Germania, il primo sospettato è stato rilasciato

La polizia ha arrestato l'uomo a ovest di Amburgo, in Germania. Il 9 ottobre un primo sospetto era stato fermato e poi rilasciato

10 Ott. 2018
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La giornalista Marinova e il presunto killer, Severin Krasimirov

Il 10 ottobre 2018 un ragazzo di 21 anni, Severin Krasimirov, è stato fermato nelle vicinanze di Amburgo, nel nord della Germania, come sospettato per l‘omicidio della giornalista bulgara Victoria Marinova, stuprata e uccisa in un parco a Ruse, in Bulgaria. L’uomo ha confessato.

La notizia dell’omicidio era stata data in esclusiva su TPI da Antonio Papaleo (Bulgaria, stuprata e uccisa la giornalista Victoria Marinova).

Il 9 ottobre un primo uomo, un clochard di origini bulgare, era stato fermato con l’accusa di omicidio, ma nel corso della giornata è stato rilasciato.

Due emittenti televisive bulgare, Nova TV e la tv di stato Bnr, hanno riferito che l’uomo arrestato in Germania è un rom bulgaro di 21 anni e che è stato fermato dalle forze dell’ordine a Stade, a ovest di Amburgo. Il ragazzo si era rifugiato a casa della madre.

Nova Tv ha anche specificato che il dna del fermato corrisponde a quello rilevato sul luogo del delitto e che l’uomo ha confessato di essere il colpevole dell’omicidio della giornalista.

Il presunto colpevole era fuggito in Germania dopo aver lasciato Ruse, la città della Bulgaria nella quale generalmente risiede e in cui è avvenuto l’omicidio.

Sempre secondo notizie di stampa, a Ruse sono state fermate anche la moglie e una zia del sospettato e nell’abitazione dell’uomo sono stati trovati oggetti appartenenti alla giornalista uccisa.

Il procuratore generale Sotir Tsatsarov ha dichiarato che “in questa fase, non consideriamo che l’omicidio sia legato all’attività professionale della vittima”.

Alle 12, Boyko Borisov, il procuratore generale e il ministro dell’Interno Mladen Marinov riferiranno sullo stato delle indagini ai diplomatici stranieri convocati nella sede del Consiglio dei ministri a Sofia.

Come spiega Antonio Papaleo, corrispondete di TPI dalla Bulgaria, “la decisione di dimostrare alla comunità internazionale la correttezza dell’operato delle forze dell’ordine bulgare è totalmente irrituale e conseguente alla notorietà che lo scandalo GPGate sta assumendo a livello europeo, sopratutto grazie all’onda emotiva provocata dalla barbara uccisione di Victoria”.

L’omicidio di Victoria Marinova

Victoria Marinova era un volto molto noto in Bulgaria per essersi occupata di scandali di corruzione.

Il corpo della reporter era stato ritrovato intorno alle 14.20 di domenica 7 ottobre, ma l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 11.30 e le 12.00.

Marinova è stata selvaggiamente picchiata e stuprata prima di essere uccisa, in un tratto di impervi cespugli, nei pressi del molo del fiume Danubio, dove il suo corpo è stato ritrovato.

La giovane reporter, che lascia orfano un figlio, era già stata più volte minacciata, assalita e violentata.

Recentemente aveva lanciato accuse precise in relazione al cosiddetto Gp Gate, uno scandalo finanziario di grossa portata in Bulgaria.

La GP Group Joint stock company – da cui il nome Gp Gate– è un grosso conglomerato industriale bulgaro con le mani in pasta in molti settori di attività tra i quali: la distribuzione di gas e petrolio, la realizzazione di infrastrutture, l’edilizia residenziale ed industriale, la gestione di strutture alberghiere, comunitarie e pubbliche.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

I due giornalisti che si sono occupati del servizio sono stati arrestati dalla polizia bulgara nei giorni successivi.

L’International Press Institute (Ipi) ha inviato una lettera in cui invita il premier Boyko Borissova garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano nel Paese.

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