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Bulgaria: rilasciato l’uomo sospettato per lo stupro e l’omicidio della giornalista Victoria Marinova

Immagine di copertina
La giornalista bulgara Viktoria Marinova

Nella mattina del 9 ottobre un uomo di origini moldave era stato arrestato e poi rilasciato nell'ambito delle indagini legate all'omicidio della giornalista bulgara

È stato rilasciato l’uomo di origini rumene arrestato nel pomeriggio del 9 ottobre 2018 per l’omicidio della giornalista bulgara Viktoria Marinova, violentata e uccisa mentre faceva jogging nella periferia della città di Russe il 7 ottobre.

A dare la notizia era stata la radio pubblica della Bulgaria: l’uomo fermato e poi rilasciato è un cittadino rumeno con passaporto moldavo.

Non è ancora chiaro se l’omicidio della donna sia legato o meno al suo lavoro di giornalista.

La donna era un volto molto noto in Bulgaria per essersi occupata di scandali di corruzione.

Il corpo della reporter era stato ritrovato intorno alle 14.20 di domenica 7 ottobre, ma l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 11.30 e le 12.00.

Marinova è stata selvaggiamente picchiata e stuprata prima di essere uccisa, in un tratto di impervi cespugli, nei pressi del molo del fiume Danubio, dove il suo corpo è stato ritrovato.

La giovane reporter, che lascia orfano un figlio, era già stata più volte minacciata, assalita e violentata.

Recentemente aveva lanciato accuse precise in relazione al cosiddetto Gp Gate, uno scandalo finanziario di grossa portata in Bulgaria.

La GP Group Joint stock company – da cui il nome Gp Gate– è un grosso conglomerato industriale bulgaro con le mani in pasta in molti settori di attività tra i quali: la distribuzione di gas e petrolio, la realizzazione di infrastrutture, l’edilizia residenziale ed industriale, la gestione di strutture alberghiere, comunitarie e pubbliche.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

I due giornalisti che si sono occupati del servizio sono stati arrestati dalla polizia bulgara nei giorni successivi.

L’International Press Institute (Ipi) ha inviato una lettera in cui invita il premier Boyko Borissova garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano nel Paese.

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