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La Commissione di vigilanza Rai ha eletto Foa presidente
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Marcello Foa

La Commissione di vigilanza Rai ha eletto Foa presidente

Il sì è stato raggiunto con i voti di M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia

26 Set. 2018
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Marcello Foa

Il 26 settembre la Commissione di vigilanza Rai si è espressa sulla nomina di Marcello Foa a presidente della Rai.

Foa è stato nominato nuovo presidente: il sì è stato raggiunto con i voti di M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

I sì sono stati 27, i contrari sono stati 3, una scheda nulla e una bianca. Hanno votato 32 componenti della bicamerale su 40. È stato raggiunto quindi il quorum di due terzi previsto dalla legge per rendere efficace la nomina del presidente.

Il Pd non ha votato. Pur presente “per rispetto istituzionale”, Casini non ha preso parte alla votazione.

“Non ho mai militato in partiti, sarò garante del pluralismo”, ha detto il neopresidente.

Il 21 settembre il Cda di viale Mazzini aveva dato il via libera a maggioranza alla rielezione di Marcello Foa come presidente Rai.

A favore hanno votato i consiglieri Beatrice Coletti, Igor De Biasio, Gianpaolo Rossi e Fabrizio Salini, che è anche amministratore delegato del Gruppo Rai. Contraria Rita Borioni, astenuto Riccardo Laganà.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si era detto contento dell’esito del voto. “Sono contento e non vedo l’ora che tutti lavorino al 100 per cento. Presentiamo di solito persone di spessore, non amici degli amici”, ha detto il leader della Lega rispondendo a chi gli chiedeva se temesse un nuovo stop da parte della Vigilanza.

Nella prima occasione non si arrivò a 26 perché mancarono i voti di Forza Italia. Voti che questa volta dovrebbero invece esserci, visto l’accordo trovato nel centrodestra con il vertice ad Arcore tra Berlusconi e Salvini e ieri, giovedì 20 settembre,  anche su altri temi, tra FI, Lega e Fratelli d’Italia.

Chi è Marcello Foa

Nato a Milano, laureato in Scienze politiche all’Università degli studi di Milano, Foa ha iniziato la sua carriera in Svizzera, lavorando negli anni Ottanta alla Gazzetta Ticinese e al Giornale del Popolo, due quotidiani di Lugano.

Nel 1989, dopo aver vinto il premio per la miglior prova scritta all’esame dell’Ordine dei giornalisti, è stato assunto a Il Giornale, diretto allora da Indro Montanelli, dove è stato impiegato alla sezione esteri.

Nel corso degli anni ha seguito, tra le altre cose, il processo di unificazione delle due Germanie e l’entrata nell’euro dell’Italia e ha tenuto corsi di giornalismo internazionale al master di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Foa è rimasto a Il Giornale fino al 2011, quando è stato nominato direttore generale del gruppo svizzero Timedia Holding e del quotidiano Corriere del Ticino, il più importante e più antico quotidiano della Svizzera Italiana. L’anno successivo ne è diventato amministratore delegato.

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