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Di Maio smentisce Tria: “Reddito di cittadinanza solo agli italiani”
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Di Maio Tria reddito di cittadinanza
Luigi Di Maio e Giovanni Tria

Di Maio smentisce Tria: “Reddito di cittadinanza solo agli italiani”

Il ministro dell'Economia aveva detto che il sussidio sarà destinato anche a cittadini stranieri

Di Maio Tria reddito di cittadinanza
Luigi Di Maio e Giovanni Tria

Sul reddito di cittadinanza il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, smentisce il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Venerdì 21 settembre 2018 Di Maio ha dichiarato in un’intervista radiofonica che il sussidio sarà rivolto solo agli italiani, mentre solo il giorno prima Tria aveva detto che la misura sarà destinata anche a cittadini stranieri.

Il capo politico del Movimento Cinque Stelle ha ammesso che effettivamente la proposta originaria M5S prevedeva che il reddito di cittadinanza potesse essere erogato anche e a cittadini non italiani, ma ha spiegato che l’aumento dell’immigrazione registrato negli ultimi anni in Italia ha imposto un cambiamento.

“È logico che devi restringere la platea ai cittadini italiani”, ha detto a Radio Anch’io il vicepremier.

Come ricordato da Tria, la proposta di reddito di cittadinanza presentata nella scorsa legislatura dal Movimento Cinque Stelle “prevedeva che a tale misura potessero accedere i cittadini italiani o di uno stato membro dell’Unione europea residenti sul territorio nazionale”.

Il sussidio, aveva sottolineato il ministro dell’Economia, potrà essere erogato anche a cittadini non italiani “purché i rispettivi paesi di origine abbiano sottoscritto intese bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia”.

Inoltre “il richiedente deve essere cittadino dell’Ue, titolare del diritto di soggiorno o cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno di lungo periodo nell’Unione, e deve essere residente in Italia in via continuativa da almeno 2 anni”.

Di Maio ha smentito il collega di governo spiegando che quella proposta del Movimento Cinque Stelle risale al 2014 e che è stata “corretta nel 2016”.

“Quella formula era molto vaga”, ha osservato il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

Nel contratto di governo tra M5S e Lega è prevista l’introduzione del reddito di cittadinanza, ma non ci sono specifiche riguardo alla nazionalità de beneficiari.

L’ammontare del sussidio è di 780 euro mensili per persona, ma si perde il diritto a riceverlo se si rifiuta per tre volte lo svolgimento di un’attività lavorativa richiesta.

Al reddito di cittadinanza si affianca inoltre la “pensione di cittadinanza“, destinata a chi vive sotto la soglia minima di povertà. Si tratta di un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780 euro mensili.

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