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La ragazza promessa sposa in Pakistan contro la sua volontà sta tornando in Italia
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Una ragazza pakistana. Credit: Getty Images

La ragazza promessa sposa in Pakistan contro la sua volontà sta tornando in Italia

Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi: la giovane, Menoona Safdar, aveva scritto alla sua ex scuola di Monza per chiedere aiuto

20 Set. 2018
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Una ragazza pakistana. Credit: Getty Images

Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, conferma con grande soddisfazione che “Menoona Safdar, la giovane trattenuta contro la propria volontà in Pakistan dalla sua famiglia, si è appena imbarcata su un volo diretto in Italia”.

Il positivo esito della vicenda ha messo fine a una grave violazione dei diritti fondamentali della giovane donna, si legge in una nota della Farnesina. Il risultato “è stato reso possibile a seguito del personale interessamento del ministro, dall’efficace azione della nostra Ambasciata a Islamabad in stretto raccordo con la Farnesina”.

La ragazza pakistana, che viveva e studiava in Italia, era stata portata nel suo paese natale con l’inganno dal padre, che voleva che la figlia abbandonasse gli studi per sposare un uomo da lui scelto.

La famiglia aveva privato la figlia 23enne dei suoi documenti per evitare che potesse lasciare il paese e ribellarsi alla decisione.

Per denunciare la sua condizione e la privazione della libertà a cui era stata sottoposta, la ragazza aveva inviato una lettera alla scuola di Cesano Maderno, in provincia di Monza, in cui studiava chiedendo aiuto.

“Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui”, aveva scritto la giovane. “Mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via”, si legge nella lettera della studentessa.

Una vicenda simile, lo scorso aprile, aveva occupato a lungo le cronache nazionali: Sana Cheema, 25enne pachistana che viveva a Brescia, era stata uccisa dal padre e dal fratello in Pakistan perché rifiutava il concetto di nozze imposte.

Lo scorso giugno a Milano era stato invece condannato il padre di una bimba di 9 anni del Bangladesh, che aveva combintato le nozze della piccola con un cugino di 22 anni. La madre aveva salvato la bimba strappandole il passaporto e impedendole di lasciare il paese.

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