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Financial Times: la manovra italiana è un “test di contagio” per l’Eurozona

Il quotidiano britannico ha analizzato la situazione economica italiana a seguito della valutazione effettuata dall'agenzia di rating Fitch e dopo le parole del ministro Salvini sulla manovra economica

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Il quotidiano britannico Financial Times ha pubblicato nella sezione dedicata all’analisi dei mercati un articolo sulla manovra finanziaria italiana.

“Un test di contagio incombe per i bond dell’eurozona mentre l’Italia si prepara alla manovra”, scrive il giornale.

Anche se “finora i rendimenti nel blocco della moneta unica hanno resistito a ripetute svendite del debito di Roma da maggio”.

Il Financial Times inserisce nella sua analisi anche l’ultima valutazione effettuata dall’agenzia Fitch, che ha mantenuto il rating dell’Italia invariato, abbassando però l’outlook del paese facendolo passare da stabile a negativo.

I rendimenti dei titoli italiani restano “ben al di sopra dei livelli a cui erano prima che la coalizione di governo populista del paese, composta dai partiti della Lega e del Movimento 5 Stelle, prendesse il potere”.

Continuando nella sua analisi, il Financial Times spiega che fino a questo momento c’è stato un “effetto minimo sul più ampio mercato dei titoli dell’eurozona”.

“Il contenimento del contagio potrebbe essere testato dalla legge di bilancio che il governo italiano presenterà questo autunno” e che “potrebbe mettere l’Italia in rotta di collisione con Bruxelles sui suoi piani di spesa”.

Si tratta di “un esito che porterebbe alcune eco della crisi del debito greco”, conclude il giornale.

Oggi, 4 settembre 2018, lo spread italiano si è attestato intorno ai 266 punti base a seguito delle parole espresse dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in merito ai conti pubblici italiani.

“Sarà una manovra economica rispettosa di tutte le regole, che farà pagare meno tasse agli italiani”.

Sulla manovra si è espresso anche il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri: “Il punto è stabilire dove fissare l’asticella in quel margine tra l’1,4% di oggi e il tetto massimo del 3 per cento. È un margine che vale circa 26 miliardi”.

Lunedì 3 settembre il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio aveva invece spiegato la sua posizione sulla manovra e in particolare sul reddito di cittadinanza.

 “Nel 2019 deve partire il reddito di cittadinanza”, ha affermato il vicepremier.

“Nella legge di bilancio di fine anno dobbiamo mettere le coperture. La domanda interna si può creare se dai la possibilità di reinserirsi a chi, e sono 5 milioni, è sotto la soglia dell’autosufficienza”.