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Conte: “Pronta una contromossa per non pagare penali ad Autostrade”

Il premier ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui parla della revoca della concessione e delle prossime mosse del Governo sul disastro di Genova

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Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte. Credit: Afp/BELGA PHOTO POOL SEBASTIEN PIRLET

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rilasciato al Corriere della Sera una lunga intervista sul disastro del ponte Morandi di Genova.

Nell’intervista, pubblicata martedì 21 agosto 2018, a una settimana esatta dal crollo del viadotto, il premier parla della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, risponde alle critiche ricevute in questi giorni per non aver atteso le risultanze della magistratura e spiega qual è il piano dell’esecutivo per il post-revoca.

Conte conferma che il Governo intende revocare la concessione e avverte che ha pronta una “contromossa” per evitare che lo Stato debba pagare una penale alla società controllata dalla famiglia Benetton.

“La contromossa non la anticipo sui giornali, ma questo Governo farà in modo che il concessionario non possa trarre ulteriori vantaggi economici, rispetto a quelli già esorbitanti sin qui ricavati dalla convenzione”, afferma. “Faccio notare che il concessionario non ha neppure sostenuto l’investimento iniziale per costruire le autostrade: gliele ha date lo Stato”.

Non solo: il premier aggiunge anche che c’è allo studio un dossier per pretendere al contrario penali da Autostrade.

“Questo dossier è nella mia borsa e sta viaggiando con me in questi giorni”, dice Conte.

Interpellato sulle critiche ricevute dal Governo per aver puntato il dito subito contro Autostrade per l’Italia, senza attendere l’esito delle indagini giudiziarie, il presidente del Consiglio risponde così: “Tra le varie corbellerie dette in questi giorni, questa le supera tutte. Noi abbiamo avviato una procedura di legge. Chi si è affrettato sui giornali a tutelare le ragioni economiche di Autostrade può stare tranquillo: quest’ultima avrà facoltà, nel corso della procedura, di replicare”.

“A coloro che invocano lo Stato di diritto dove si celano mere ragioni economiche non rispondo: siamo di fronte a una evidente ipocrisia. A coloro che invece pensano che l’unico obiettivo di una società sia distribuire dividendi ai propri azionisti, rispondo: siete rimasti indietro, una società deve farsi carico di una più complessa ‘responsabilità sociale'”, aggiunge il premier.

E ancora: “Il governo si muoverà sempre nei binari del diritto. Esiste però anche il piano del diritto civile e amministrativo. Ed esiste la ‘Politica’ con la P maiuscola. La tutela degli interessi dei cittadini è la nostra massima priorità e ricorreremo a tutti gli strumenti giuridici che l’ordinamento ci pone a disposizione per difenderlo”.

Sulle presunte divisioni interne alla maggioranza riguardo l’ipotesi di nazionalizzazione delle autostrade, invece, il premier osserva che “a Genova il governo è stato massicciamente presente”. “Abbiamo tenuto due consigli dei ministri: abbiamo reagito a questa tragedia in modo assolutamente compatto”, sostiene Conte.

Dopo la revoca, spiega, “valuteremo con attenzione la modalità migliore per soddisfare l’interesse pubblico: va senz’altro trovata un’alternativa a cattive privatizzazioni e a un sistema concessorio mal realizzato”.

Il premier, inoltre, ritiene insufficiente la somma di 500 milioni di euro stanziata per la tragedia da Autostrade per l’Italia. “La somma stanziata è ben modesta rispetto agli utili conseguiti negli anni. Potrebbero intanto quadruplicarla o quintuplicarla. Rimane il dato che possiamo accettare queste somme solo quale parziale risarcimento, senza alcun pregiudizio per l’avviata procedura di caducazione della concessione”, sottolinea.