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Conte revoca il contratto per l’aereo di Stato: “Uno spreco di denaro pubblico”

Il premier vuole chiudere il contratto firmato nel 2015 dal governo di Renzi per un Airbus A340 considerato obsoleto e che costerebbe 150 milioni in otto anni

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Il premier Conte ha deciso di rescindere il contratto di leasing per i voli di Stato siglato nel 2015 dal governo Renzi con le compagnie Alitalia e Ethiad per un Airbus A340 considerato ormai obsoleto.

A dare l’annuncio è il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, in un post sulla sua pagina Facebook.

“Con una lettera, io e i colleghi Luigi Di Maio ed Elisabetta Trenta chiediamo formalmente ai commissari Alitalia di risolvere quel contratto che prevede quattro salatissime voci di spesa: in primis proprio il leasing (81 milioni), poi la manutenzione (31 milioni), l’handling (12 milioni) e l’addestramento piloti (quasi 4 milioni), per un costo complessivo che arriverebbe intorno ai 150 milioni in otto anni con la mancata riconfigurazione interna dell’aeromobile”, spiega il ministo.

“Soldi che nemmeno vanno ad Alitalia, al nostro vettore nazionale, ma nella quasi totalità a beneficio di Etihad, la proprietaria dell’Airbus 340-500 tanto amato da Renzi. Stiamo parlando di un quadrimotore turbofan uscito dal mercato nel 2011 e quindi superato, obsoleto, pesante quanto l’ego dell’ex premier”.

“Un apparecchio fuori dal tempo, proprio come la megalomania del fu segretario Pd che non è nemmeno riuscito a modificarlo all’interno, a riconfigurarlo appunto (quinta voce di spesa) secondo i suoi smodati desideri”.

Contro l’areao di Stato, più volte definito anche “l’aereo di Renzi”, si è schierato su Facebook anche il premier Conte.

“Meno spreco di denaro pubblico, meno spese inutili”, spiega il primo ministro.

“Il governo che presiedo da subito ha voluto dare segnali di forte cambiamento rispetto al passato. E in quest’ottica si inserisce la volontà di rescindere il contratto di leasing dell’aereo Airbus A340-500, acquistato in passato per i voli di Stato. Un impegno che avevo e avevamo assunto sin dal nostro insediamento, una decisione sacrosanta, tutt’altro che simbolica”

“A conti fatti si è trattato di un’operazione del tutto svantaggiosa, sia dal punto di vista dell’impatto economico che dell’utilità pratica”, continua Conte.

“A questa Presidenza, per le missioni internazionali che siamo chiamati a svolgere, un aereo così grande e costoso non serve. E’ uno spreco e un capriccio a cui noi rinunciamo molto volentieri”, ha concluso il premier nel suo post.

Sempre tramite social è arrivata la risposta di Matteo Renzi.

“Quando tornano su bufale come ‘l’aereo di Renzi’ significa che sono disperati: quell’aereo non era per me ma per le missioni internazionali delle imprese. Io non ci ho mai messo piede. Di Maio ha scritto un decreto che licenzierà 80mila persone: parli di quello, non delle bufale”.