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L’appello di Roberto Saviano: “Chi tace è complice di Salvini e di questo governo”
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Roberto Saviano. Credit: Afp

L’appello di Roberto Saviano: “Chi tace è complice di Salvini e di questo governo”

"Tutte le persone pubbliche, chiunque abbia la possibilità di parlare a una comunità deve sentire il dovere di prendere posizione"

24 Lug. 2018
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Roberto Saviano. Credit: Afp

“Dove siete? Perché vi nascondete? Amici cari, scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, intellettuali, filosofi, drammaturghi, attori, sceneggiatori, produttori, ballerini, medici, cuochi, stilisti, youtuber, oggi non possiamo permetterci più di essere solo questo. Oggi le persone pubbliche, tutte le persone pubbliche, chiunque abbia la possibilità di parlare a una comunità deve sentire il dovere di prendere posizione”.

Inizia così un lungo appello di Roberto Saviano pubblicato su Repubblica, in cui lo scrittore esorta a prendere posizione per smascherare le menzogne del governo sui migranti, superando ogni tipo di timore e con la consapevolezza delle conseguenze del silenzio.

“Non abbiamo scelta. Oggi tacere significa dire: quello che sta accadendo mi sta bene. Ogni parola ha una conseguenza, certo, ma anche il silenzio ha conseguenze, diceva Sartre. E il silenzio, oggi, è un lusso che non possiamo permetterci. Il silenzio, oggi, è insopportabile”.

“Quello che nessuno ha il coraggio di dire è che spesso si tace per non essere divisivi, perché si teme che arrivino meno proposte, meno progetti. Ma se la pensiamo così, abbiamo già perso, perché ci siamo rassegnati a non stimolare riflessioni e ad assecondare chi crede che la realtà sia riducibile a parole d’ordine come ‘buonista’, ‘radical chic’, ‘taxi del mare’, ‘chiudiamo i porti’, ‘un bacione’, ‘una carezza’ ed emoticon da adolescente”.

Saviano, nel suo appello, fa un parallelo tra questa fase politica e quella che ha visto al centro della scena Silvio Berlusconi. In quel caso, scrive Saviano, nessuno aveva paura a far sentire la propria voce, a prendere posizione.

“Con Berlusconi, in fondo, era tutto più chiaro: c’era lui e c’eravamo noi. Criticarlo portava conseguenze, reazioni forti, artiglieria di fango, ma c’era una comunità attiva, che si stringeva attorno a chi lo faceva. Prendere posizione contro Berlusconi non significava perdere share, copie, consenso”.

Poi l’affondo al governo: “Questo governo, in maniera maldestra ma evidentemente efficace, speculando sulle difficoltà di molti, utilizza come arma di distrazione di massa l’attacco ai migranti e alle Ong. Sta accadendo un orrore davanti al quale non si può tacere: mentre il M5S e la Lega litigano sui punti fondamentali del loro accordo, ci fanno credere che il nostro problema siano i migranti”.

Saviano chiarisce come il suo appello sia fatto “per i seicentomila immigrati presenti in Italia che devono essere regolarizzati ora, subito, perché siano sottratti allo stato di schiavitù in cui versano. Per le Ong che hanno iniziato a fare salvataggi in mare, aiutando gli Stati europei e l’Italia a gestire un fenomeno che non può essere bloccato, ma solo ben amministrato perché è palesemente una risorsa”.

Lo scrittore chiede a tutti, personaggi pubblici e non, di mobilitarsi. E fa un accenno anche alla sua diatriba con Salvini: “Un ministro della Repubblica che querela uno scrittore su carta intestata del ministero sta mettendo in atto un gesto autoritario: sta utilizzando la sua posizione per intimidire non solo me, ma anche voi. Da una parte c’è chi critica, dall’altra tutto il governo, che a oggi non ha manifestato alcun fastidio a essere strumentalizzato. Non mi fa paura la querela e non mi fa paura la solitudine. Ma voi dove siete finiti?”

“Quando ho criticato le politiche dei governi di centrosinistra – conclude Saviano – mi veniva detto che diffamavo il Paese, che diffondevo disfattismo, che esponevo il fianco ai nemici della democrazia. In realtà attivare analisi e critica è il compito (direi il dovere) di chi racconta la realtà; e le sue parole vanno in soccorso della libertà, non la boicottano. Ci siamo ridotti a subire l’offesa che prendere posizione critica su questo governo sia un favore a qualche potente? A qualche interesse? Coraggio!”

Qui il testo completo dell’appello

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