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“Siamo in pericolo, non siamo pericolosi”, il video che smonta la falsa demagogia sui migranti
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“Siamo in pericolo, non siamo pericolosi”, il video che smonta la falsa demagogia sui migranti

Il regista Mohamed BA ha spiegato in un video perché i flussi migratori verso l'Europa non possono e non devono essere fermati e invita ad andare oltre la demagogia che domina nei paesi dell'Unione

16 Lug. 2018
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Il regista senegalese Mohamed BA, che da 16 anni risiede in Italia, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video in cui spiega cosa spinge i migranti a lasciare il proprio paese in cerca di salvezza.

“Non siamo pericolosi, siamo in pericolo”, scrive il regista sul suo profilo social.

“Riportiamo indietro l’orologio storico per capire il perché di cosi tanta demagogia”.

Il regista cerca quindi di spiegare perché i flussi di migranti che interessano l’Europa sono così numerosi, soprattutto negli ultimi anni.

Povertà, guerra e persecuzioni sono tra i motivi maggiori che spingono le persone a viaggiare in condizioni precarie per cercare pace e un futuro migliore nel continente europeo.

“C’è una frase che siamo abituati a sentire e che non capiamo più quanto sia pericolosa: Aiutiamoli a casa loro”, spiega Mohamed.

Gli slogan, secondo il regista, sono in realtà “muri di paura” che non permettono all’opinione pubblica di vedere la realtà.

Secondo Mohamed AB, non c’è una vera soluzione ai flussi di immigrati che lasciano l’Africa per raggiungere l’Europa.

“Le migrazioni”, secondo quanto spiega nel video il regista, “non si possono e non si devono fermare, sono un fattore di sviluppo” tanto per i paesi di origine che per quelli che li accolgono.

Le parole di Mohamed sono in netto contrasto con le politiche migratorie del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Proprio oggi, 16 luglio, il ministro ha chiesto all’Unione Europea di riconoscere la Libia come un porto sicuro, potendo così rimpatriare i profughi recuperati in mare dalle navi delle Ong.

“Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri”, ha detto il ministro.

In giornata è arrivata la risposta dall’Unione.

“Nessuna operazione europea e nessuna imbarcazione europea” riporta i migranti salvati in mare in Libia, perché “non consideriamo che sia un paese sicuro”, ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud.

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