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Migranti, il caso della nave italiana Vos Thalassa: cosa sappiamo finora

Il governo ha chiuso i porti all'imbarcazione privata che ha soccorso 67 migranti: i profughi sono stati presi in carico dalla Guardia Costiera

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Credit: Croce Rossa Italiana

Nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 luglio 2018 il governo italiano ha negato l’accesso ai porti italiani alla nave Vos Thalassa, battente bandiera tricolore, che aveva appena soccorso e caricato a bordo 67 migranti finiti alla deriva.

Si è trattato del primo stop imposto dal governo a un’imbarcazione italiana, dopo che nelle precedenti settimane i porti erano stati chiusi alle navi delle organizzazioni non governative (ong) e alle navi militari straniere.

La Vos Thalassa lavora nel mar Mediterraneo come nave di rifornimento per una piattaforma petrolifera della multinazionale francese Total.

I migranti sono poi stati trasferiti sulla nave Diciotti, della Guardia costiera italiana, cosa che ha scatenato l’ira del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, secondo cui avrebbe dovuto intervenire la Guardia costiera libica.

Perché il governo ha chiuso i porti alla Vos Thalassa

Il governo ha deciso di negare alla Vos Thalassa l’accesso ai porti, nonostante l’imbarcazione batta bandiera italiana, perché il salvataggio dei migranti è avvenuto in acque libiche e dunque il soccorso sarebbe stato di competenza della Guardia costiera libica, che, sottolinea il governo, “era già stata allertata”.

La decisione di negare l’autorizzazione è stata presa, in particolare, dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Nel primo mattino di martedì fonti del Viminale hanno sottolineato che la Vos Thalassa è intervenuta in acque libiche “anticipando l’intervento delle Guardia costiera libica, che era già stata allertata”.

Successivamente il ministro Salvini è intervenuto sulla vicenda con un post su Facebook.

“Grazie all’intervento deciso mio e del governo le navi delle Ong sono finalmente lontane dagli scafisti. Ora sto lavorando perché anche le altre navi, private o militari, non aiutino i trafficanti di esseri umani a guadagnare altri soldi”, ha scritto.

“Meno partenze significa meno morti in mare. Possono minacciarmi, ma io non mi fermo!”, ha aggiunto il ministro, accompagnando il post con l’hashtag #primagliitaliani.

Perché i migranti sono stati trasferiti sulla nave della Guardia costiera italiana

Martedì mattina i 67 migranti soccorsi dalla Vos Thalassa sono stati trasbordati sulla nave Diciotti, della Guardia costiera italiana.

Secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, sull’imbarcazione privata si era venuta a creare una situazione di tensione e di potenziale pericolo per l’equipaggio.

“Orgoglioso della Guardia Costiera italiana che con nave Diciotti ha preso a bordo 60 migranti che stavano mettendo in pericolo di vita l’equipaggio dell’incrociatore italiano Vos Thalassa”, ha scritto su Twitter il ministro. “Ora avanti con indagini per punire i facinorosi”.

In particolare, a bordo della Vos Thalassa ci sarebbero stati dei tumulti provocati migranti che temevano di essere riportati in Libia.

I migranti hanno minacciato l’equipaggio, che si è dovuto asserragliare nel ponte di comando. Il governo ha ricevuto la segnalazione e l’ha ‘girata’ alla Guardia Costiera, che è intervenuta con la nave Diciotti.

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La ricostruzione è stata confermata con una nota dalla Guardia costiera italiana.

Il comandante della nave, si legge in una nota, “in diverse comunicazioni anche via mail alla Centrale operativa della Guardia costiera a Roma, ha segnalato una situazione di grave pericolo per la security della nave e del suo equipaggio, composto da 12 marittimi, tutti di nazionalità italiana, causato da atteggiamenti minacciosi nei confronti dell’equipaggio stesso da parte di alcuni migranti, all’arrivo in zona della Guardia costiera libica”.

Dopo aver scaricato i migranti, la nave Vos Thalassa ha potuto riprendere la navigazione per ritornare alle proprie mansioni commerciali.

La Guardia costiera ha fatto sapere che i migranti “facinorosi” sono stati identificati e saranno assicurati all’autorità giudiziaria italiana.

Il dissidio interno al governo

La decisione di trasferire i migranti sulla nave della Guardia costiera italiana, elogiata dal ministro Toninelli, non è piaciuta invece al ministro Salvini.

Poco dopo la notizia del trasbordo, fonti del Viminale hanno sottolineato che la “Guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione”.

Dal Viminale è stato fatto notare anche che la nave Diciotti “era più lontana dei libici che stavano entrando in azione”.

Il problema “politico” posto da Salvini, secondo fonti del Viminale, è stato illustrato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai ministri Luigi di Maio e Danilo Toninelli.