Me

Maturità 2018: la poesia di Alda Merini e le altre opere della traccia artistica

I brani e le immagini proposte ai maturandi per il saggio breve sulla solitudine

Immagine di copertina

Fra le tracce della prima prova scelte dal Ministero dell’Istruzione per gli esami di maturità 2018, il saggio breve di ambito artistico-letterario è stato incentrato sul tema dei diversi volti della solitudine.

Ai maturandi sono stati proposti alcuni brani da cui trarre spunto per il loro lavoro. Tra questi, la poesia Piccoli canti di Alda Merini, tratta dalla raccolta ‘La presenza di Orfeo’, pubblicata nel 1953.

La poesia, nota anche con il titolo La Solitudine, è composta da quattro versi. Eccola:

S’anche ti lascerò per breve tempo, solitudine mia,
se mi trascina l’amore, tornerò,
stanne pur certa;
i sentimenti cedono, tu resti.

Alda Merini è stata una delle figure più importanti della letteratura italiana del Novecento.

Nata a Milano nel 1931, a 16 anni le venne diagnosticato un disturbo bipolare e venne più volte reclusa in manicomio.

L’esperienza dell’isolamento, il tema della solitudine, della malinconia e dell’amore irrisolto furono centrali nella sua produzione letteraria.

Una delle sue frasi più celebri è: “Quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”.

Nella poesia Piccoli Canti, usa l’espressione “solitudine mia”, quasi a identificarne una compagna di vita.

Più volte candidata al Premio Nobel e vincitrice del premio Montale, Merini è morta il primo novembre 2009.

Gli altri brani 

Gli altri brani proposti ai maturandi per il saggio artistico-letterario sono di Francesco Petrarca, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo ed Emily Dickinson.

Francesco Petrarca

Brano di Francesco Petrarca tratto da ‘La vita solitaria’:

Mi sembra che potrò facilmente dimostrare la felicita dell’esser solo, se insieme additerò gli svantaggi e gl’inconvenienti del trovarsi in molti, passando in rassegna le azioni degli uomini che questa vita (la solitaria) rende amanti della pace e tranquilli, quella violenti, preoccupati, affannosi.

Uno e infatti il fondamento di tutto ciò: questa vita si basa su di un ozio sereno, quella su di una triste attività. […] dimmi, o padre, quanto valuti tu questi beni che sono alla portata di tutti: vivere come vuoi, andare dove vuoi, stare dove vuoi, […] in ogni stagione essere padrone di te, e, dovunque ti trovi, vivere con tè stesso, lontano dai mali, lontano dall’esempio dei cattivi, senza essere spinto, urtato, influenzato, incalzato; senza essere trascinato a un banchetto mentre preferiresti aver fame, costretto a parlare mentre brameresti star zitto, o salutato in un momento inopportuno, o afferrato e trattenuto agli angoli delle strade […]

Frattanto, stare come in un posto di vedetta, osservando ai tuoi piedi le vicende e gli affanni degli uomini, e vedere ogni cosa – e particolarmente te stesso – passare con tutto l’universo; […] dimenticare così gli autori di tutti i mali che ci sono accanto, talvolta anche noi stessi, e spinger l’animo tra le cose celesti innalzando al di sopra di sé […] È questo un frutto – e non è l’ultimo – della vita solitaria: chi non l’ha gustato non l’intende.

Luigi Pirandello

Brano di Luigi Pirandello da ‘Uno, nessuno e centomila’:

La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza.

La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi.

Salvatore Quasimodo

La poesia Ed è subito sera, di Salvatore Quasimodo, tratta da ‘Poesia e discorsi sulla poesia’:

Campagna regione lazio

Ognuno sta solo sul cuor della terra 
trafitto da un raggio di sole: 
ed è subito sera.

Emily Dickinson

La poesia 1695 di Emily Dickinson:

Ha una sua solitudine lo spazio, 
solitudine il mare 
e solitudine la morte – eppure 
Tutte queste son folla 
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare, 
che è un’anima al cospetto di se stessa: 
infinità finita.

Le immagini

Oltre ai brani sono state proposte ai maturandi immagini che ritraggono i dipinti di Edward Hopper, Giovanni Fattori e Edvard Munch.

Edward Hopper

Tavola calda, di Edward Hopper

Giovanni Fattori

Tramonto sul mare, di Giovanni Fattori

Edvard Munch

Sera sul viale Karl Johan, di Edvard Munch