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I mondiali di calcio 2018 degli stati non riconosciuti

Dal 31 maggio al 9 giugno i mondiali di calcio degli stati auto-proclamatisi indipendenti e delle regioni autonome non riconosciute formalmente. Si giocheranno a Londra

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I giocatori della Padania

Giovedì 31 maggio 2018 prenderanno il via i Mondiali di calcio degli stati non formalmente riconosciuti. Organizzazione affidata a Barawa, regione della somalia abitata da una minoranza etnica.

Per motivi di sicurezza (vista la guerra in Somalia) i Barawani (i membri della diaspora destinata in Inghilterra), in accordo con la ConIFA (Confederation of Independent Football Associations), hanno annunciato che le partite si giocheranno a Londra.

Edizione 2018 che vedrà la partecipazione di 16 squadre, quattro in più delle passate edizioni. Presenti, ovviamente, la Padania Football Association.

Il torneo riservato alle selezioni non affiliate alla FIFA coinvolge territori non riconosciuti e non indipendenti come regioni e micronazioni oltre a minoranze etniche e popoli senza Stato. Ben 49 le federazioni inglobate nell’organizzazione di base a Luleå in Svezia, nucleo che premia la Padania con il secondo posto nel ranking mondiale alle spalle del Panjab nonostante gli ultimi trionfi continentali.

Dall’avvento della ConIFA (2014) la selezione padana ha partecipato a due edizioni della coppa del mondo, quarti di finale in Svezia (2014) e quarto posto in Abcasia (Georgia) due anni più tardi, laureandosi invece due volte campione d’Europa senza perdere alcuna partita nel 2015 in Ungheria e nel 2017 a Cipro del Nord.

Impossibile quindi non considerare i padani come i favoriti di questa edizione del Mondiale. I biancorossi sono stati inseriti nel gruppo C ed esordiranno contro Matabeleland, regione dello Zimbabwe che ha adottato come preparatore dei portieri un’ex gloria locale come Bruce Grobbelaar, l’istrionico numero uno del Liverpool campione d’Europa nel 1984 ai danni della Roma.

Successivamente la Padania sfiderà Tuvalu (secondo Paese meno popolato al mondo, situato tra le Hawaii e l’Australia) e chiuderà il girone il 3 giugno contro la Terra dei Siculi. Un “derby”? Niente affatto: lo Székely Land coinvolge un gruppo etnico di lingua ungherese. Sulla carta l’avversaria più temibile.