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La troupe di Nemo è stata aggredita durante l’arresto dei Casamonica | VIDEO

La troupe stava seguendo la polizia diretta verso l'appartamento dove vivono i presunti responsabili del raid del primo aprile in un bar a Roma, in cui una ragazza disabile è stata picchiata e presa a cinghiate

Immagine di copertina

La troupe del programma di Rai 2 “Nemo” è stata aggredita durante l’arresto di alcuni esponenti del clan Casamonica a Roma.

La troupe era composta dall’inviato Nello Trocchia e il filmaker Giacomo del Buono.

I fatti risalgono alle prime ore del mattino di martedì 8 maggio 2018.

La troupe stava seguendo la polizia diretta verso l’appartamento dove vivono i presunti responsabili del raid del primo aprile in un bar a Roma, in cui una ragazza disabile è stata picchiata e presa a cinghiate mentre il titolare dell’esercizio è stato picchiato a sangue.

A scatenare l’ira dei due esponenti del clan era stato il fatto di non essere stati serviti per primi al bancone.

Qui il video dell’aggressione al bar in via Salvatore Barzilai.

Nel momento in cui i poliziotti sono entrati nell’appartamento il clima tra i familiari dei Casamonica e i giornalisti è diventato estremamente teso.

Nelle immagini si vede un uomo minacciare il giornalista e alcune donne che colpiscono ripetutamente il cameraman.

Per mantenere la situazione sotto controllo sono intervenute le forze dell’ordine.

Ecco il video dell’aggressione dei Casamonica durante l’arresto

Non è la prima volta che una delle troupe del programma Nemo vive momenti di tensione.

Il  7 novembre 2017, l’inviato Daniele Piervincenzi era a Ostia con un cameraman per intervistare Roberto Spada, esponente del clan mafioso degli Spada, in merito a presunti legami dell’uomo con Casapound.

Improvvisamente durante l’intervista, Spada diede una testata violenta sul naso del giornalista Rai.

La prognosi per Piervincenzi fu di 30 giorni.

Roberto Spada è stato prelevato dai carabinieri nella sua abitazione il 9 novembre 2018 e condotto alla caserma dei Carabinieri di via Zambrini con l’accusa di violenza privata, aggravata dal metodo mafioso.