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Cosa c’è da sapere sulla polemica tra Giorgia Meloni e il Museo Egizio di Torino

Il partito di destra Fratelli d'Italia ha intrapreso una protesta contro un'iniziativa di marketing dell'istituto museale di Torino definita "razzista per gli italiani"

Immagine di copertina

Venerdì 9 febbraio, Giorgia Meloni, presidente e candidata premier di Fratelli d’Italia, ha organizzato una breve protesta all’esterno del Museo Egizio di Torino per contestare un’iniziativa di marketing promossa dall’istituto e definita dall’esponente di destra come “razzista nei confronti degli italiani”.

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Di fronte alle proteste dei manifestanti, il direttore del museo, Christian Greco, è uscito dai suoi uffici per incontrare la Meloni e spiegarle nel dettaglio l’iniziativa.

Il video del loro incontro davanti alla sede del museo Egizio è stato molto condiviso sui social network.

Greco ha ricordato alla Meloni che la campagna ha carattere d’inclusività, ed è volta a favorire l’integrazione spronando i cittadini di lingua araba alla condivisione d’un patrimonio universale. Il primo obiettivo dei musei è farsi visitare, cercando di avvicinare le persone meno interessate con iniziative e stimoli di vario tipo.

L’iniziativa

L’iniziativa del museo si  si chiama “Fortunato chi parla arabo” e permette alle coppie che parlano arabo di pagare un solo biglietto e di utilizzare altri servizi del museo, come le audioguide in lingua araba.

L’obiettivo è quello di avvicinare i “nuovi italiani” a una delle culture più antiche e importanti del mondo arabo e di conseguenza alle loro radici.

La stessa iniziativa era già stata attivata in passato, dal 2014, e sul sito del museo si leggeva già ai tempi, “Un patrimonio museale che non appartiene alla cultura italiana e la precisa volontà di avvicinare questa ricchezza a coloro che in esso possono trovare radici, identità e orgoglio. Obiettivo: stimolare la fruizione dell’offerta culturale della città per consentire ai cittadine di lingua araba di essere sempre più parte della comunità con cui hanno scelto di vivere e condividere il futuro”.

Il museo Egizio offre una vasta serie di sconti anche a chi non parla l’arabo.

Ci sono sconti permanenti riservati per i bambini dai 6 ai 14 anni (1 euro), per i ragazzi dai 15 ai 18 (11 euro), gratuità per i bambini sotto i 5 anni, per i diversamente abili, per i possessori dell’abbonamento Musei Torino Piemonte e della Torino+Piemonte Card.

E durante l’anno, il museo garantisce promozioni anche ad altre categorie d’utenti: la formula del “due biglietti al prezzo di uno” riservata ai cittadini provenienti dai paesi arabi è stata concessa alle coppie per San Valentino, mentre veniva estesa la gratuità a un genitore con figlio per la festa del papà e per la festa della mamma, e ancora riduzioni per chi, il giorno della “Partita del Cuore”, si fosse presentato al museo col biglietto dello stadio.

Ma la polemica non si placa, il partito Fratelli d’Italia ha annunciato che in caso di vittoria elettorale licenzierà il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco.

L’annuncio è di per sé irrealizzabile: non spetta al governo decidere quella nomina, che spetta invece alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino.

Il Museo Egizio di Torino, aperto nel 1824, è tra i musei di antichità egizie più importanti al mondo sia per la vastità delle sue collezioni sia per il loro valore.

L’ultima grande ristrutturazione è durata quasi cinque anni e ha portato a raddoppiare la superficie espositiva, con oltre 60mila metri quadrati, e a renderla più fruibile.

Da anni l’istituto si trova ai primi posti nella classifica dei musei più visitati in Italia, con più di 800mila visitatori ogni anno.

Nel pomeriggio di lunedì 12 febbraio, il Museo Egizio ha rilasciato un comunicato stampa nel quale la presidente dell’istituto, Evelina Christillin, e il Consiglio di Amministrazione, esprimono solidarietà al direttore Christian Greco.

La direzione ha dimostrato di aver saputo trasformare il Museo Egizio in un grande ente di ricerca grazie all’implementazione della squadra e a molteplici attività che vanno dallo scavo alla pubblicazione di una rivista scientifica in collaborazione con musei, università e enti di ricerca di fama mondiale.

Al contempo, vi sono sempre state attente scelte economiche e gestionali e una particolare sensibilità verso la fruizione da parte del pubblico, che hanno portato il Museo a un più alto livello di professionalizzazione e a scalare le classifiche nazionali e internazionali di gradimento.

Campagna regione lazio

La direzione ha intrapreso numerose attività di inclusione sociale che fanno parte del progetto “Il Museo fuori dal Museo”, per radicarlo nel territorio e nella società civile: a titolo esemplificativo, questo include visite da parte dello staff a coloro che non possono recarsi nelle sale museali (ospedali e carceri); avvicinamento delle fasce più giovani con attività dedicate a scuole e la tariffa universitaria a 4 euro per gli studenti universitari, di recente introduzione.

A queste e ad altre numerose iniziative si aggiunge uno sconto dedicato, per tre mesi, ai visitatori di lingua araba, scelta culturale dichiaratamente inclusiva.

Il Consiglio ricorda che l’Egitto è il luogo di provenienza delle collezioni e che, come spesso ripete il direttore, questa istituzione “ha l’onore e l’onere di custodire un patrimonio culturale che è di tutti e la cui accessibilità è una priorità assoluta e una precisa responsabilità di chi lo gestisce in piena ottemperanza all’art. 9 della Costituzione italiana”.

A fronte delle dichiarazioni di cui sopra e in seguito alle recenti polemiche, il Consiglio di Amministrazione e la presidente Evelina Christillin rinnovano il pieno e unanime consenso all’azione del Direttore Christian Greco e ricordano che, in base allo statuto vigente della Fondazione, spetta al solo Consiglio di amministrazione “nominare e revocare il direttore a maggioranza assoluta dei suoi componenti, sentito il parere del Comitato scientifico”.

La Presidente Evelina Christillin aggiunge infine: “Sostengo totalmente ogni iniziativa del Direttore Christian Greco, con cui da quattro anni condivido quotidianamente idee, progetti e attività. La stima e l’affetto che mi legano a lui sono assoluti, ed è un onore e un piacere condividere lo sviluppo che il Museo Egizio conosce dal giorno del suo arrivo.

Il concorso internazionale con cui è stato scelto, con professionalità e trasparenza, testimonia come in Italia il merito possa ancora venire premiato, e i risultati finora ottenuti lo dimostrano con chiarezza”.