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Come capire se un politico sta mentendo
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Come capire se un politico sta mentendo

Per smascherare le bugie, non solo quelle degli uomini politici, esistono otto indicatori individuati dagli studiosi di psicologia

02 Feb. 2018

Quando, se non adesso che siamo in piena campagna elettorale, è importante capire se il politico a cui daremo il nostro voto ci sta mentendo?

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La tendenza a diffidare delle parole che interessano il mondo della politica e degli affari è cosa ormai diffusa. I politici sono spesso considerati poco sinceri o poco “trasparenti”, specialmente quando rilasciano dichiarazioni vaghe o tengono discorsi sfumati o, peggio, contraddittori.

A rafforzare questa teoria avrà sicuramente contribuito la vicenda di Donal Trump e delle sue 1.950 dichiarazioni false o ingannevoli nel 2017  rivelate da un fact checking del Washington Post, che ha analizzato tutte le “bufale” ripetute più volte nel corso dell’anno dal presidente degli Stati Uniti.

Quindi, per distinguere la verità dalla menzogna, sono stati individuati dagli studiosi di psicologia otto indicatori considerati un buon punto di partenza:

La parlata: uno dei più infallibili metodi per capire se ci si trova di fronte a una persona che sta mentendo è fare attenzione alla velocità del suo parlato. Chi sta mentendo solitamente tende ad accelerare il ritmo delle sue parole, o a rallentarlo in maniera eccessiva

I dettagli: quando stiamo mentendo aggiungiamo più informazioni di quante siano realmente richieste

Deviare dal punto del discorso: chi mente in genere evita di centrare il punto del discorso, non risponde con precisione alle domande che gli vengono poste

Le ripetizioni: per non farsi smascherare dalla persona che ha davanti, il bugiardo tende a utilizzare sempre le stesse frasi, diventa ripetitivo e monotono

Reazione alle domande:  in genere chi mente risponde mettendosi subito sulla difensiva e attaccando. Le domande cerca di evitarle il più possibile, perché potrebbero costringerlo ad aggiungere ulteriori dettagli alle sue risposte.

Silenzio: chi mente teme il silenzio e cerca di evitarlo, questo perché se l’interlocutore non reagisce al discorso, non fa capire al “bugiardo” se si è bevuto la bugia e quindi lo costringe ad aggiungere dettagli che potrebbero tradirlo.

Occhi: secondo dei recenti studi di alcuni ricercatori dell’Università di Edinburgo e dell’Hertfordshir, il movimento degli occhi non è più un indizio da potersi considerare così attendibile. Ma è risaputo che la direzione dello sguardo può essere un indicatore per distinguere la verità dalla menzogna.

Se è rivolto a destra, stiamo elaborando un pensiero frutto della nostra fantasia, al contrario verso sinistra significa che stiamo ricordando

Mani: le mani, con il loro movimento, sono invece indicatori più certi. Chi sta dicendo una bugia tende a compiere movimenti rigidi e a gesticolare poco.

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