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L’Unesco ha riconosciuto l’arte dei pizzaioli napoletani “patrimonio dell’umanità”

Quello dei pizzaioli partenopei e dei loro ospiti è stato definito “un rito sociale profondamente radicato nella vita quotidiana della comunità”

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Credit: Paolo Manzo

Dopo otto anni di negoziati internazionali, a Jeju, in Corea del Sud, il Comitato di governo dell’Unesco ha votato all’unanimità giovedì 7 dicembre per far diventare l’arte dei pizzaioli napoletani patrimonio dell’umanità, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità campana è unica al mondo e merita di essere tutelata.

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Il profilo Twitter dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’istruzione, la scienza e la cultura, ha pubblicato la notizia esprimendo le sue congratulazioni all’Italia.

Anche il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha espresso la sua soddisfazione su Twitter, sostenendo che “l’identità enogastronomica italiana è sempre più tutelata nel mondo”.

“Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”, si legge nella decisione finale dell’Unesco.

“I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da ‘palcoscenico’ durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.

La candidatura è frutto del lavoro messo in atto dal 2009 dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con il supporto delle Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania.

Anche il ministro della Cultura Dario Franceschini ha espresso le sue congratulazioni.

Molto soddisfatto anche Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente ed ex leader dei Verdi, oggi presidente della fondazione UniVerde, che è stato promotore di una raccolta firme lanciata nel 2014 per raggiungere questo prestigioso obiettivo. “Anni di dedizione e intensa attività finalmente premiati”, ha commentato l’ex ministro.