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L’ex primo ministro egiziano Shafiq ha rilasciato un’intervista in cui nega di essere stato rapito
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Ahmed Shafiq
L'ex primo ministro egiziano Ahmed Shafiq. Credit: Afp

L’ex primo ministro egiziano Shafiq ha rilasciato un’intervista in cui nega di essere stato rapito

La famiglia di Ahmed Shafiq aveva dichiarato di non avere più sue notizie da sabato. Ora lui dice che potrebbe riconsiderare la sua candidatura alle presidenziali 2018

04 Dic. 2017
Ahmed Shafiq
L'ex primo ministro egiziano Ahmed Shafiq. Credit: Afp

L’ex primo ministro egiziano Ahmed Shafiq ha rilasciato un’intervista telefonica in una diretta televisiva, negando di essere stato rapito. Domenica 3 dicembre la sua famiglia aveva espresso preoccupazione sulla sua sorte, dicendo di non avere più avuto sue notizie da sabato 2 dicembre, quando Shafiq è stato prelevato dalla sua abitazione negli Emirati Arabi e condotto al Cairo su un volo privato.

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Nell’intervista di domenica sera, Shafiq ha annunciato che sta riconsiderando la sua intenzione di candidarsi per le elezioni presidenziali del 2018 in Egitto.

“Le mie intenzioni erano basate sulle informazioni e sull’idea generale che mi ero fatto della situazione attuale”, ha detto Shafiq durante il talk show Wael El Ebrashy. “Ora però ho bisogno di esaminare la situazione e analizzarla a fondo”, ha aggiunto. “Penso ci sia una possibilità che mi costringa a considerare ciò che è necessario”.

Dopo la diffusione della nota da parte della famiglia, l’avvocata di Shafiq, Dina Adly, ha rilasciato una nota in cui confermava di aver incontrato l’ex premier in un hotel al Cairo. “Ho incontrato Shafik un’ora fa in un hotel a New Cairo e sta bene”, ha scritto Adly su Facebook. “Ha confermato che non è sottoposto ad alcuna indagine.

Intanto, un altro candidato alle elezioni presidenziali egiziane del 2018 è finito al centro delle cronache.

Il colonnello Ahmed Konsowa, che aveva annunciato l’intenzione di presentarsi alle elezioni presidenziali in un comunicato video pubblicato sulla propria pagina Facebook, è stato arrestato sabato 2 dicembre perché sospettato di tenere “un comportamento che nuoce ai bisogni dell’esercito” e perché “ha pubblicato un video in cui ha dichiarato opinioni politiche”.

La procura militare egiziana ha ordinato che il colonnello sia detenuto per 15 giorni in custodia preventiva, per permettere all’accusa di indagare sul caso, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Afp.

“Dichiaro con orgoglio che ho deciso di sbloccare l’attuale stallo politico candidandomi” alle elezioni, aveva detto il colonnello nel video.

Senza menzionare il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Konsowa aveva poi criticato le politiche del governo del Cairo in materia di istruzione, sanità ed economia.

L’Egitto “non può più aspettare di unirsi al mondo sviluppato e rispettare gli standard sui diritti umani e i valori globali di cittadinanza e trasparenza, così come quelli dello stato di diritto”, aveva aggiunto il colonnello.

L’avvocato di Konsowa ha detto che il colonnello “fa ancora parte delle forze armate e afferma che apprezza il suo servizio e nega di essere un ribelle”

Chi è Shafiq

Ahmed Shafiq, politico e generale egiziano, fu l’ultimo primo ministro egiziano nominato dall’ex presidente Hosni Mubarak durante le rivolte di piazza Tahir del 2011, nel tentativo di placare la situazione politica del paese. Il suo mandato come primo ministro fu tuttavia breve, perché un mese dopo la nomina presentò le sue dimissioni. 

Shafiq, un ex pilota militare, è considerato “il braccio destro” di Mubarak.

Dal 1996 al 2002 divenne Comandante in capo dell’Aeronautica militare. Dal 2002 rivestì la carica di Ministro dell’aviazione civile fino al 2011, anno dell’inizio delle rivolte e della sua nomina come primo ministro.

Dopo le dimissioni di Hosni Mubarak, Shafiq si candidò alle successive elezioni presidenziali perdendo al ballottaggio contro Morsi, leader dei Fratelli musulmani.

Temendo le accuse di corruzione a suo carico, dopo la sconfitta Shafiq partì per gli Emirati Arabi dove ha vissuto durante tutto il mandato presidenziale di Morsi, deposto da un colpo di stato, e dell’attuale presidente in carica Al Sisi.

Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni presidenziali del 2018, mercoledì 29 novembre Shafiq aveva annunciato la sua volontà di candidarsi come futuro presidente del paese, ma aveva anche detto di essere stato trattenuto dagli Emirati Arabi che non gli avrebbero concesso di rientrare in Egitto per ufficializzare la sua candidatura.

In un primo momento il suo avvocato, Dina Adly, aveva dichiarato che Shafiq era stato arrestato dagli Emirati Arabi e che non era libero di muoversi. 

“Sono rimasto sorpreso nello scoprire che mi è impedito di lasciare gli Emirati Arabi. Non conosco le ragioni e nemmeno le voglio capire”, ha dichiarato Shafiq in un video pubblicato da Al Jazeera.

“Ho annunciato di volermi candidare per le prossime elezioni presidenziali e stavo organizzando un tour delle comunità egiziane che vivono all’estero prima di tornare in Egitto nei prossimi giorni. Volevo prima partire per Parigi e New York, per poi fare rientro in Egitto”, ha proseguito.

Nel video Shafiq ha poi chiesto ai leader degli Emirati Arabi di ordinare l’annullamento di tale restrizioni, riguardanti la sua possibilità di viaggiare, e di rifiutare qualsiasi tipo di interferenza negli affari interni egiziani.  

Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi, Anwar Gargash, dopo le sue dichiarazioni ha risposto su Twitter che Ahmed Shafiq può muoversi liberamente e che non ci sono ostacoli alla sua partenza. In un secondo post sul social network ha inoltre scritto che l’ex primo ministro egiziano è stato un ingrato verso il paese che lo ha accolto per quasi 5 anni.

Sabato 2 dicembre l’avvocato di Ahmed Shafiq ha dichiarato alla Bbc che Ahmed Shafiq è stato arrestato e poi deportato in un aereo privato per dirigersi verso l’Egitto.

Una foto di Shafiq sull’aereo è stata poi pubblicata da diverse emittenti arabe tra cui Sky News Arabia e Al Jazeera.

Secondo Reuters, le figlie di Shafiq non hanno più notizie del padre dal giorno della sua partenza.

La figlia Amira Ahmed Shafiq, che si trova ancora negli Emirati insieme agli altri membri della famiglia, in una registrazione vocale inviata a Bloomberg, ha dichiarato che il padre è stato sequestrato dalle autorità egiziane. 

“Gli hanno anche negato di mettersi in contatto con un avvocato, citerò in giudizio le autorità egiziane per questo trattamento che mio padre ha subito”, ha dichiarato la figlia di Ahmed Shafiq. 

Un funzionario dell’aeroporto internazionale del Cairo, ha affermato che Shafiq è partito per una destinazione a lui sconosciuta dopo il suo atterraggio nella capitale.

Altri testimoni hanno invece affermato di aver visto Shafiq lasciare l’aeroporto in una Mercedes, ma di non sapere dove fosse diretto o chi guidasse il veicolo.

L’emittente egiziana Al Ahram, gestita dallo stato egiziano, citando una fonte anonima, riporta che l’ex primo ministro aveva fatto un check-in in un albergo.

Il giorno prima dell’arrivo di Shafiq al Cairo, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha dichiarato di non vedere restrizioni legali che potrebbero impedire a Shafik di candidarsi alle elezioni del prossimo anno contro Sisi.

“Non vedo ragioni per cui non dovrebbe candidarsi, so che ha avuto alcuni problemi con la magistratura, non sono sicuro che siano stati risolti o meno”, ha detto Shoukry mentre si trovava in Italia per un incontro.

Secondo alcune fonti, l’iniziale divieto di partire a Ahmed Shafiq è dovuto alle sue intenzioni a candidarsi come futuro presidente e agli interessi politici tra gli Emirati Arabi e l’Egitto.

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