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Cosa sono veramente i sogni?

Le principali teorie, scientifiche e psicologiche, su quale sia la funzione dei sogni

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Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio, Salvador Dalì

I sogni, la loro interpretazione e la loro funzione, da sempre affascinano gli esseri umani tanto da aver ispirato poeti, scrittori, filosofi, pittori, scienziati, religiosi e cittadini comuni.

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Ecco alcune delle principali teorie su cosa sono i sogni e qual è la loro funzione:

I sogni sono profezie pragmatiche

La regina Maya, la madre di Siddhartha Gautama (il fondatore del buddismo), sognava un elefante bianco che entrava al suo fianco, predicendo che suo figlio sarebbe diventato il Buddha, intorno al 500 aC. Nel libro della Genesi, il faraone sogna sette vacche malate che divorano sette vacche sane e sette spighe di grano malate che divorano sette spighe sane. A quel punto il Faraone chiama Giuseppe, che gli fa sapere che l’Egitto andrà incontro a sette anni di abbondanza e sette anni di carestia.

Per Kelly Bulkeley, scrittore ed esperto di sogni “una delle funzioni principali dei sogni è aiutare le persone a prepararsi. Abbiamo la capacità di fare previsioni – in inverno sarà freddo, quindi è meglio conservare il cibo – e tutto ciò che facciamo dipende dalla capacità di prevedere il futuro. La mente e il cervello sono un sistema di 24 ore e lo stesso tipo di pensiero preparatorio riusciamo ad averlo sia quando siamo svegli che quando dormiamo”, spiega.

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Per Bulkeley, la definizione più immediata dell’attività di sognare è che si tratta di “gioco immaginativo” e spesso orientato al futuro. Nessun misticismo, solo la capacità propria dell’essere umano di guardare al di là del proprio naso. “Aristotele sostenne che durante il sonno, quando siamo distaccati dalla confusione del mondo, riusciamo ad avere una migliore percezione del futuro”, dice ancora Bulkeley.

I sogni ti dicono cosa fare

Nel diciassettesimo secolo, il razionalista Cartesio ebbe una serie di visioni durante il sonno che lo aiutarono a realizzare, come racconta lo storico-psichiatra George Makari, che “i problemi spaziali potevano diventare algebrici, che cristallizzavano la visione di un mondo naturale sottoscritto da leggi matematiche”. Quelle visioni cambiarono la sua vita e la concezione popolare e scientifica della realtà.

Freud stesso fu spinto a scrivere “L’interpretazione dei sogni” dopo aver fatto un potente sogno la notte prima dei funerali di suo padre, nell’ottobre del 1896, in cui vide un avviso stampato con il messaggio: “Sei invitato a chiudere gli occhi”.

Abraham Lincoln era un gran sognatore: riferiva i sogni vividi che aveva avuto la notte prima di ogni “grande e importante evento di guerra”. Si racconta che avrebbe sognato un funerale alla Casa Bianca pochi giorni prima del suo assassinio.

I sogni sono comunicazioni del tuo inconscio

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, pensava che i sogni fossero messaggi dall’inconscio. “L’interpretazione dei sogni è la via regale per la conoscenza delle attività inconsce della mente”, scrisse.

Lo scopo dei sogni, sosteneva, era quello di soddisfare i desideri repressi. Il suo allievo e futuro rivale Carl Jung aveva una prospettiva più orientata al futuro: i sogni, aveva detto, sono il modo che il tuo inconscio usa per farti notare delle cose.

L’analista junghiano Maxson McDowell, che utilizza l’interpretazione dei sogni nella sua pratica terapeutica, sostiene che il sogno è “una comunicazione alla coscienza di alcune intuizioni che la personalità più ampia ritiene siano importanti e necessarie. La possibilità offerta dalla tua personalità di ottenere una maggiore consapevolezza e capire qualcosa di più su te stesso”, ha spiegato.

I sogni sono dati

Uno studio più scientifico dei sogni è arrivato a partire dagli anni Cinquanta, con la scoperta du quella che sarebbe poi diventata la fase Rem del sonno.

La fase Rem (Rapid Eye Movement) è l’ultima delle cinque fasi in cui è diviso il sonno stesso, l’unica in cui si verificano i sogni. In questa fase il nostro cervello è molto attivo, la pressione arteriosa aumenta, il battito cardiaco accelera e il respiro diventa meno regolare, gli occhi si muovono rapidamente in diverse direzioni, e si paralizzano la maggior parte dei muscoli volontari per evitare movimenti incontrollati e pericolosi mentre sogniamo.

Il termine “sonno Rem” fu descritto per la prima volta nel 1953 da Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, dell’Università di Chicago. Oggi i sogni e il sonno vengono studiati con strumenti e metodologie sempre più sofisticate.

Il ricercatore Bulkeley ha lanciato un database del sonno e dei sogni, che ha raccolto circa 20mila sogni di volontari da tutto il mondo.

Dall’analisi di quei sogni stanno emergendo temi psicologici molto interessanti. “I sogni riflettono le preoccupazioni emotive che abbiamo nelle nostre relazioni”, dice Bulkeley . “Il sogno è una risorsa per esplorare le qualità delle nostre relazioni”, spiega ancora.

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