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Cosa ha detto il ministro Alfano sui rapporti tra Italia ed Egitto sul caso Regeni

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Si è tenuta il 4 settembre 2017 presso la sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, l’Audizione del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Angelino Alfano, sui rapporti tra l’Italia e l’Egitto, chiamato a conferire sugli sviluppi delle indagini sulla morte di Giulio Regeni, il ragazzo italiano di 28 anni trovato morto il 3 febbraio 2016 in un fosso alla periferia del Cairo, con il corpo che mostrava evidenti segni di tortura.

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“L’Egitto è un partner ineludibile dell’Italia, esattamente come l’Italia è partner ineludibile per l’Egitto. Nonostante siamo consapevoli della criticità dei rapporti bilaterali tra i due paesi, le attività economiche e di collaborazione non possono essere recise. Essere assenti da quei processi vuol dire che saranno altri paesi a portarli avanti, questa nostra assenza non recherà vantaggio nella ricerca della verità per Giulio”.

“Il giorno del ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni i rapporti bilaterali hanno subito un duro colpo, l’omicidio Regeni è una grave ferita per le nostre coscienze, per tutti noi e per un intero paese. Ma è impossibile per i nostri paesi non avere un’interlocuzione politico-diplomatica di alto livello”.

Il ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo

Il 15 agosto la Farnesina aveva annunciato il ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo, richiamato nell’aprile del 2016 a causa della mancata collaborazione sul caso Regeni.

“Inviando al Cairo un diplomatico di comprovato livello come l’ambasciatore Giampaolo Cantini, il governo intende rafforzare l’impegno politico e morale per la ricerca della verità sulla scomparsa di Giulio Regeni. Cantini ha ricevuto istruzioni precise sugli obietti del suo mandato e dovrà seguire in via prioritaria le indagini sul caso”.

Sviluppi inchiesta sulla morte di Giulio Regeni

“I magistrati egiziani hanno soddisfatto in modo ancora parziale ma crescente le richieste contenute nelle rogatorie. Un nuovo incontro tra le due procure dovrebbe svolgersi a settembre. Ho chiesto al mio omologo egiziano incontrato a Washington di fare in modo che gli atti su Giulio Regeni richiesti dalla procura di Roma le vengano trasmessi. Il governo italiano ha sostenuto con passo politico-diplomatico il lavoro investigativo della procura di Roma. Continueremo a sostenere la Procura di Roma nella ricerca della verità”.

I rapporti tra Italia ed Egitto

“Per quanto complesso il rapporto di cooperazione, i paesi condividono rischi e minacce per la sicurezza in tema di terrorismo. L’Egitto è e resta un partner privilegiato mai considerato un impedimento, semmai un incentivo. Le indagini dovranno proseguire con vigore, lo dobbiamo a Giulio, alla famiglia, e a tutti gli italiani”.

“La ripresa di un dialogo bilaterale tra Italia ed Egitto è interesse nazionale dell’Italia. Cantini curerà l’intero spettro dei rapporti a partire dalla nostra comunità che conta circa 6000 connazionali residenti”.

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