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Trump ha detto che le violenze a Charlottesville sono state causate anche da manifestanti di sinistra
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Credit: Reuters

Trump ha detto che le violenze a Charlottesville sono state causate anche da manifestanti di sinistra

Il presidente ha ricevuto i ringraziamenti da parte del capo del Ku Klux Klan, David Duke, per aver condannato i manifestanti antifascisti per i fatti accaduti in Virginia

16 Ago. 2017
Credit: Reuters

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto che la morte dell’attivista statunitense antirazzista a Charlottesville e le violenze avvenute in città tra gruppi neonazisti e i manifestanti di sinistra sono stati causati da entrambe le parti.

“C’era un gruppo da una parte ed un gruppo dall’altra”, ha detto il presidente. “Da una parte c’era un gruppo che era molto aggressivo e dall’altra c’era un gruppo che era molto violento”.

Il 14 agosto il presidente degli Stati Uniti aveva definito “banditi e criminali” i suprematisti bianchi e dichiarato pubblicamente che “il razzismo è il male”. Questa posizione gli aveva anche attirato le critiche del capo del Ku Klux Klan, il gruppo razzista bianco fondato negli Stati Uniti nel 1865 da alcuni reduci dell’esercito della Confederazione.

“Guardati bene allo specchio e ricordati che sono stati i bianchi americani a farti presidente, non i radicali di sinistra”, aveva detto David Duke. A seguito della marcia indietro del presidente, Duke ha deciso di ringraziare Trump.

“Grazie presidente per la tua onestà e per il coraggio di dire la verità a proposito di quanto accaduto a Charlottesville e per aver condannato i terroristi della sinistra antifascista”, si può leggere sul profilo Twitter di Duke.

Donald Trump ha poi attaccato la stampa per averlo criticato subito dopo i fatti di Charlottesville perché, secondo i media statunitensi, il presidente non aveva condannato l’accaduto abbastanza in fretta.

“Volevo essere sicuro che quello che dicevo fosse corretto”, ha detto il presidente Trump. “A differenza dei giornalisti non si fanno dichiarazioni fino a quando non conosci i fatti”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva in realtà commentato l’accaduto con una dichiarazione pubblicata su Twitter.

“Non c’è posto per questo tipo di violenza in America”, aveva detto inizialmente Trump. “Dobbiamo essere tutti uniti e condannare l’odio”, invitando poi la nazione a unirsi.

La vicenda fa seguito alla morte di Heather Heyer, assistente legale 32enne di Green County, in Virginia che stava marciando contro la manifestazione dei suprematisti bianchi a Charlottesville, in Virginia.

La vittima è stata investita da James Alex Fields Jr, un ventunenne suprematista bianco, che si è lanciato con la propria auto contro il corteo antirazzista che sfilava in città.

Poche ore prima alcuni gruppi neonazisti avevano sfilato per le strade di Charlottesville per protestare contro la rimozione di una statua del generale confederato Robert Edward Lee da un parco pubblico.

La decisione di rimuovere il monumento in memoria del comandante militare della confederazione schiavista durante la guerra civile americana aveva scatenato le ire dei gruppi razzisti in tutti gli Stati Uniti.

I manifestanti nazisti avevano marciato con alcune torce in mano urlando cori tra cui “white lives matter” (“la vita dei bianchi conta”) – in contrapposizione al movimento antirazzista “black lives matter”(“la vita dei neri conta”) – e “gli ebrei non ci rimpiazzeranno”.

Cosa è successo a Charlottesville tra suprematisti e antirazzisti

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