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Perché l’abito tricolore di una studentessa è accusato di vilipendio alla bandiera
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Perché l’abito tricolore di una studentessa è accusato di vilipendio alla bandiera

Mbayeb Bousso aveva accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita a Mirandola. Un uomo ha sporto denuncia contro ignoti per il suo vestito

07 Giu. 2017

Lo scorso 29 maggio una studentessa di 15 anni che frequenta l’Istituto tecnico Galileo Galilei di Mirandola, indirizzo moda, aveva accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante una visita ai luoghi del terremoto del 2012, con un abito con i colori della bandiera italiana.

Mbayeb “Mami” Bousso, che è arrivata in provincia di Modena qualche anno fa dal Senegal, aveva indossato quell’abito cucito dagli studenti della sua scuola, come omaggio al presidente e alla Repubblica italiana. Eppure il gesto non è stato ben accolto da tutti. 

Giulio Cozzani, un comune cittadino, si è recato dai carabinieri di Buggiano, in provincia di Pistoia, per denunciare il vilipendio alla bandiera italiana da parte di ignoti. 

“In relazione al regolamento che ne disciplina l’uso (d.p.r. 7.4.2,n 121) la bandiera viene sempre usata in modo dignitoso, non deve mai toccare il suolo né l’acqua; non deve essere portata sostenuta piatta o orizzontalmente, ma sempre in alto e libera di sventolare naturalmente; mai usata come copertura di tavoli o sedute o come qualsiasi tipo di drappeggio, né usata come involucro per qualsiasi oggetto da contenere trasportare o spedire.

Il reato di vilipendio è stato dal sottoscritto rilevato dall’articolo apparso sulla Gazzetta di Modena del 29 maggio 2017 riferito alla visita del Capo dello Stato a Mirandola dove una ragazza indossa un vestito con i colori della bandiera italiana con strascico. Due sono i punti in cui si intravede reato di vilipendio: il tricolore non può essere usato come drappeggio; il tricolore viene trascinato per terra”, ha scritto l’uomo nella sua denuncia all’autorità giudiziaria. 

I carabinieri dovranno ora decidere se procedere e indagare sull’accaduto o meno. Milena Prandini, dirigente dell’istituto Galilei, ha spiegato alla Gazzetta di Modena come sono andate le cose: “L’iniziativa di realizzare il vestito con i colori della bandiera italiana è tutta interna all’istituto. È un progetto didattico che abbiamo poi voluto mostrare durante la visita del presidente Mattarella.

Avevo dato disposizione che la nostra studentessa restasse all’interno del giardino scolastico, ma l’organizzazione ha voluto accompagnarla davanti ai fotografi nel momento dell’incontro con il Capo dello Stato. Per noi è motivo di grande soddisfazione, un segno di civiltà e integrazione e mai abbiamo pensato di “offendere” il tricolore”, ha detto lei. 

 

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