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Ryanair è indifendibile, parola di un ex dipendente
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Ryanair è indifendibile, parola di un ex dipendente

Un ex assistente di volo della compagnia aerea ha inviato una sua testimonianza spontanea sulle condizioni di lavoro da lui vissute all'interno dell'azienda

19 Set. 2017

Non si chiude la polemica sulle condizioni di lavoro in Ryanair. Sono tantissimi i messaggi giunti in redazione dopo la pubblicazione del racconto sul colloquio di lavoro sostenuto per entrare nella compagnia aerea, dopo l’intervista a Letizia, assistente di volo che ne difende l’operato e dopo che anche altri siti e trasmissioni si sono occupati della vicenda.

— LEGGI ANCHE: Lavorare in Ryanair non è così terribile come vi raccontano

 

Per questo motivo, riportiamo la testimonianza spontanea che un ex assistente di volo dell’azienda ha inviato a TPI.

Mi chiamo Igor, ho 30 anni e sono un ex dipendente Ryanair. Voglio raccontare la mia esperienza in questa compagnia aerea come assistente di volo.

Per quanto riguarda le modalità di assunzione, i contratti avvengono con Crewlink, agenzia interinale che si occupa di reclutare persone per conto di Ryanair.

Questa compagnia è l’unica in Europa che per un corso si fa pagare dai 2.500 euro ai 3mila, mentre le altre compagnia aeree ti formano a loro carico o con una spesa a carico del candidato pari a un quinto di questa cifra.

Molti contratti vengono terminati allo scadere del pagamento del corso (se si è scelto di farselo detrarre dallo stipendio), dopo che il lavoratore è stato spremuto e sfruttato durante il periodo estivo, quello con più traffico aereo, in cui le compagnie hanno bisogno di personale.

Ad ogni inverno, calano i voli e parte la “mattanza”, si cerca il pelo nell’uovo di ogni lavoratore, magari quelli che qualche volta hanno dovuto chiedere giorni di permesso per malattia (eh si, è vietato anche stare male), e si riesce sempre a trovare scuse per licenziare, tanto possono farlo, dato che il periodo di prova dura un anno e durante questo periodo si può essere licenziati anche senza motivazione, se ritengono che tu non sia all’altezza del lavoro.

Oltre al guadagno in termini di tagli al personale invernale, la Crewlink ha un flusso costante di nuovi partecipanti ai corsi (di cui ricordo il prezzo che varia dai 2500 ai 3000 euro a candidato!).

Parliamo del “fantastico” stipendio: sono stato costretto a vivere con circa 700 euro in Germania (la base dove si viene assegnati è random, mentre nelle altre compagnie dipende dalla tua nazionalità/competenza linguistica, in modo da essere anche di migliore aiuto con i passeggeri).

I trasferimenti sono difficili da ottenere e sono sempre in base a quanto vendi e quante volte sei stato malato), dove è obbligatoria l’assicurazione sanitaria, la “Krankenversicherung” che costa mensilmente il 14,6 per cento delle entrate lorde dell’assicurato. Il datore di lavoro paga il 7,3 per cento dello stipendio lordo del suo dipendente.

Ma ovviamente Ryanair, anzi Crewlink, non paga la sua percentuale, quindi il costo ricade totalmente sul dipendente. Inoltre non esiste uno stipendio base che ti permetta di vivere dignitosamente in caso non si stia volando per qualsiasi motivo, si viene pagati ad ore di volo, altra esclusiva di questa compagnia che non esiste nelle altre.

Ci sono poi i target giornalieri di vendite di prodotti degli sponsor da raggiungere: le pressioni sui dipendenti sono quotidiane! Ogni giorno la compagnia pretende che il dipendente quasi obblighi i clienti a comprare, in modo insistente e fastidioso.

Se non si raggiunge il target bisogna spiegarne il motivo al ritorno dal turno, con domande fatte dal supervisore del tipo “perché non hai venduto abbastanza?”, ad un tot di target non raggiunti cominciano ad arrivare i rimproveri via email dalla Crewlink, fino a essere chiamati a colloquio a Dublino, da personale dell’ HR department. (il dipartimento principale)

Non solo, si viene chiamati a Dublino anche se il dipendente si è assentato per malattia per tre o quattro volte, ti chiedono perché sei stato male o, ancora, se pensi che succederà di nuovo, poi ti dicono che il tuo comportamento ha messo in difficoltà i colleghi e la compagnia che hanno dovuto trovare dei sostituti per rimpiazzarti.

Come mai, se si sta così bene in Ryanair, nelle altre compagnie è pieno di dipendenti provenienti da essa, e nessuno che da un’altra va in Ryanair?

Ti ritrovi a lavorare con ragazzi dai 18 ai 20 anni, alla prima esperienza lavorativa, che non parlano inglese, instabili emotivamente, a volte impreparati per questo lavoro perché al corso li hanno fatti passare a tutti i costi. Ragazzi che hanno accettato solo per lavorare ad ogni costo e andare via da casa, con la falsa promessa di viaggiare in Europa.

Cosa succederebbe in caso di emergenza a bordo con del personale del genere? É ora che la gente apra gli occhi e scopra che, si, paga di meno il volo, ma si trova potenzialmente in pericolo, e per emergenza non si intende per forza una catastrofe aerea, basta che un bambino si stia strozzando con del cibo o che un anziano abbia un infarto, credetemi cose che capitano spesso.

Le condizioni di lavoro ed i contratti sono pessimi, in tutti i paesi europei che hanno accettato lo sfruttamento dei dipendenti, in cambio di traffico aereo che genera introiti negli aeroporti (tra cui l’Italia che ha più basi Ryanair di ogni altro paese), mentre nei paesi che si sono opposti le basi sono assenti o ridotte al minimo (ad esempio la Francia). Ad ogni trattativa tra Ryanair ed istituzioni locali/nazionali, le condizioni sono semplici: “o accettate le nostre condizioni o chiudiamo la base aerea e perdete impieghi e denaro”.

Tutto ciò a scapito di tutte le altre compagnie aeree che danno lavoro dignitosamente ai dipendenti e che si trovano in difficoltà, a causa della concorrenza spietata di Ryanair, condotta al limite della legalità.

Purtroppo, molti ragazzi giovani, come la ragazza intervistata da voi che sostiene Ryanair, si accontentano, non sapendo che stanno mancando di rispetto al mestiere in sé e alla professionalità sia propria, sia dei colleghi di altre compagnie, accettando compromessi, stipendi da fame e zero tutele o benefit.

Trovo tutto questo inaccettabile, specialmente in un periodo in cui la nostra compagnia di bandiera è in crisi.

Sarebbe opportuno che l’opinione pubblica cominciasse a conoscere l’argomento, data la mole enorme di passeggeri che va in mano a una compagnia del genere piuttosto che a una nazionale, in modo che arrivi la questione all’attenzione dei politici, auspicando che prendano provvedimenti.

(Di seguito la busta paga dello stipendio percepito da Igor)

TPI è sempre a disposizione di chi abbia necessità di smentire o rettificare le informazioni riportate.