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È scoppiato un incendio in un deposito di plastica vicino Roma

Dal luogo del rogo si è sollevata una nube nera. Le case entro 100 metri sono state evacuate e le scuole chiuse. La popolazione è invitata a tenere chiuse le finestre

Immagine di copertina

Un incendio è divampato la mattina del 5 maggio in un deposito di plastica, carta e altri materiali riciclati all’altezza del chilometro 33 di via Pontina, a Pomezia, vicino a Roma. Dalle 8.30 di mattina i vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere le fiamme. 

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Alcune balle complesse di materiale plastico sarebbero andate a fuoco. Una colonna di fumo nero ha invaso le strade adiacenti in direzione Ardea e Pomezia, bloccando il traffico sulla strada provinciale.

Il sindaco del paese, Fabio Fucci, ha emesso una ordinanza che dispone l’evacuazione delle case nel raggio di 100 metri dal luogo dell’incendio. L’ordinanza è stata pubblicata sulla pagina Facebook del comune.

“In tutti gli edifici di comune uso personale, familiare o di lavoro, ricadenti in un raggio di cento metri, si dispone l’allontanamento dei residenti. Il presente divieto ha validità fino al termine delle operazioni di spegnimento fatta salva ogni modifica di tale termine in base ai risultati analitici sulla qualità dell’aria”, si legge nell’ordinanza.

In un’altra ordinanza, Fucci dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in un raggio di due chilometri dal luogo in cui è divampato l’incendio. Si tratta della scuola materna ed elementare di Castagnetta e della scuola materna ed elementare di Santa Procula.

La stessa ordinanza invita a “mantenere la chiusura delle aperture delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi, al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti, compresi gli impianti di areazione forzata”. I vigili del fuoco hanno invitato “la popolazione a non aprire le finestre delle abitazioni”. 

Il divieto si estende anche allo svolgimento di “manifestazioni ludico-sportive, alla fruizione di impianti natatori e solarium o altri eventi programmati all’aperto”. 

Si raccomanda, inoltre, che “il consumo e la trasformazione” riguardanti la coltivazione e la raccolta di ortaggi per uso domestico e commerciale avvengano soltanto “dopo accurato lavaggio con acqua potabile” anche nei giorni successivi al rogo. 

I tecnici dell’Arpa sono sul posto per il rilevamento dei dati sull’aria, ma la “situazione è sotto controllo”, secondo quanto riferito dall’assessore all’Ambiente della regione Lazio Mauro Buschini. Uno studio dei venti è in corso per capire quali luoghi dell’area possano avere una ricaduta degli inquinanti. 

La procura di Velletri ha aperto un’inchiesta sul rogo e procede per incendio colposo. L’Arpa è stata incaricata di monitorare l’aria, il suolo, il sottosuolo e le falde acquifere. Gli esiti di questi interventi sono previsti nel giro di un paio di giorni e lo stesso tempo sarà necessario per domare i focolai dell’incendio.

La Eco X di Pomezia, dove si è sviluppato l’incendio, è una azienda che tratta materiali di recupero, in particolare carta e plastica. Si trova lungo la via Pontina, in un’area caratterizzata da insediamenti industriali. A quanto riferisce il sindaco di Pomezia, l’incendio si sarebbe dapprima sviluppato dal materiale che era accatastato nel piazzale dell’azienda. Le fiamme si sarebbero propagate anche ai materiali conservati all’interno dei capannoni. 

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