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L’opposizione turca ha chiesto formalmente l’annullamento del voto referendario

Il capo del partito repubblicano Bulent Tezcan ha dichiarato che il numero di voti scomparsi nel referendum è “senza precedenti”

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Il principale partito d’opposizione turco, il partito repubblicano del Chp, ha presentato richiesta formale per l’annullamento del voto referendario, accusando presunte irregolarità durante lo svolgimento del voto.

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Il capo del partito Bulent Tezcan ha dichiarato che il numero di voti scomparsi nel referendum è “senza precedenti”. Secondo Tezcan il numero di voti “non affrancati” non è definibile.

“Abbiamo chiesto l’annullamento del referendum”, ha annunciato il leader del partito d’opposizione.

Centinaia di persone si sono messe in fila davanti agli uffici elettorali per sottoscrivere le petizioni con le quali richiedono alle autorità di ribaltare la decisione con cui si è deciso di ammettere i voti non affrancati al conteggio finale. File simile si sono verificate anche davanti all’ufficio elettorale di Istanbul. 

I richiedenti affermano, nelle loro petizioni, che il voto si è svolto con delle irregolarità e in aperta violazione della legge. 

Il premier turco Binali Yildrim ha dichiarato che “tutti i partiti devono rispettare i risultati, compresa l’opposizione. Le voci di irregolarità sono sforzi inutili di oscurare i risultati”. 

La deputata austriaca Alev Korun, membro della delegazione di osservatori dell’Osce che si trova in Turchia per valutare la regolarità del voto, ha fatto sapere che sono “circa 2,5 milioni le schede sospette” conteggiate nel referendum del 16 aprile. 

Nella mattina del 18 aprile la Commissione europea ha chiesto alla Turchia di indagare sulle “presunte irregolarità”. “Facciamo appello alle autorità turche di considerare molto attentamente i prossimi passi e di cercare un consenso il più ampio possibile dopo il referendum”, ha riferito la portavoce della Commissione Margaritas Schinas.

“Chiediamo inoltre alle autorità di dare il via a una inchiesta trasparente”, ha detto facendo riferimento a quanto avvenuto nel voto di domenica 16 aprile.

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