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La brutta foto con cui il governo italiano rappresenta la Sicilia al G7

La foto distribuita ai media stranieri in occasione del vertice internazionale che dovrebbe promuovere la Sicilia all’estero sta facendo il giro del web tra le polemiche

Immagine di copertina

Da un lato un uomo con la coppola, lo sguardo intrigante, la sigaretta morbida tra le labbra e le bretelle sgargianti, dall’altro una donna vestita di rosso con lo sguardo basso, il sorriso ammiccante e un ombrellino di pizzo: questa è la foto che sta facendo il giro del web e che dovrebbe promuovere la Sicilia all’estero, almeno nelle intenzioni del governo italiano.

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L’origine dell’immagine non è ancora del tutto chiara: secondo alcuni giornali sarebbe stata distribuita ai media stranieri in questi giorni dall’app governativa dedicata a chi si accreditava per il G7 organizzato a Taormina; secondo altre fonti la foto era contenuta nel plico diffuso in occasione del vertice di Roma sull’Energia sempre nell’ambito del G7 che si è svolto il 9 e il 10 aprile.

Ma perché l’immagine fa discutere? C’è chi sostiene sia sessista, chi ne sottolinea i connotati fortemente stereotipati e chi, semplicemente, non ne coglie il senso, non la trova efficace.

Un dato però dovrebbe mettere tutti d’accordo: la foto è oggettivamente brutta. 

(L’articolo continua dopo la foto)

Lo è perché di scarsa qualità, lo è perché ritrae personaggi che non sono né rappresentativi della tradizione di una regione, né contemporanei. Sembrano – e forse lo sono realmente – dei pessimi tentativi di un fotomontaggio realizzato con fretta, sciatteria e scarsa cura. Manca il gusto, manca un briciolo di eleganza e manca il desiderio di voler provare a fare meglio.

È fatto noto che l’Italia non abbia mai eccelso quando si tratta di campagne di marketing territoriale o attività promozionali per il turismo. Chi non ricorda il famoso video del 2007 in cui un poco disinvolto Francesco Rutelli promuoveva il portale Italia – costato 45 milioni di euro – sciorinando un inglese davvero poco fluido?

Quel video ci costò l’ilarità di mezzo mondo, ma nessuno fece tesoro di un passo falso come quello.

È evidente che quando si tratta di turismo, quando si tratta di creare una narrazione credibile delle nostre bellezze si tende a fare le cose con superficialità, si tende a rimpastare quello che in un’epoca ormai dimenticata ci ha dato visibilità, credendo che quel minimo sforzo basti ad accontentare tutti.

Che poi, gli scivoloni non sono mancati nemmeno in altri settori: si pensi alla Sanità e alla famigerata campagna, poi ritirata, del Fertility Day.

Si resta sempre più spesso basiti, impietriti con un solo quesito in testa: “Ma cosa avrà voluto dire?”.

Fuor di polemica, si potevano semplicemente coinvolgere esperti e giovani capaci di selezionare e realizzare fotografie certamente più efficaci, che potevano raccontare la Sicilia senza dover ricorrere a stereotipi o a goffe pantomime, che nulla hanno a che vedere con i progetti di futuro che abbiamo in mente per il nostro territorio.

La foto, tanto brutta quanto triste, ha sconfortato anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone, che ha inviato una nota al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Dalla lettura dei giornali di oggi ho appreso, con vero stupore, che la foto utilizzata nell’App che viene rilasciata ai giornalisti stranieri che si accreditano al G7 di Taormina ritrae un giovane con la coppola che con una sigaretta tra le labbra fissa una ragazza con l’ombrellino. Un’immagine che sembra richiamare improvvisati ‘servizi turistici’ più che un vertice internazionale con i maggior leader mondiali”. 

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